Foto Intestazione di Alberto Gianfranco Baccelli

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Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all'amore, il resto è niente - Giorgio Gaber
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sabato 24 settembre 2016

IL TERZO DESIDERIO - Anthony De Mello (1931-1987)


C'è una bellissima storia di un uomo che importunava sempre Dio con richieste di ogni genere. Un giorno Dio sbottò: “Basta! Sono stufo! Ti concedo solo tre richieste. Dopo avertele esaudite, non ti darò più nulla. Su, presentami le tue tre richieste”.
L'uomo rimase esterrefatto e chiese: “Posso chiederti qualunque cosa?”.
E Dio: “Sì!, ma solo tre richieste e basta!”.
Allora l'uomo cominciò a dire: “Sai, Signore, ho un po' di vergogna, ma mi piacerebbe liberarmi di mia moglie: è una stupida e sta sempre a... tu lo sai, Signore! È insopportabile. Non riesco a vivere con lei. Mi potrei liberare di lei?”.
“Va bene - disse Dio - il tuo desiderio sarà soddisfatto”. E sua moglie morì. Quando i parenti e gli amici vennero al funerale e cominciarono a pregare per la morta, all'improvviso l'uomo rientrò in sé ed esclamò: “Mio Dio, avevo una moglie fantastica e non l'apprezzavo quando era in vita”. Allora si sentì molto male, corse incontro a Dio e gli chiese: “Riportamela in vita, Signore”.
Dio rispose: “Va bene; il tuo secondo desiderio sarà accolto”.
Ora gli rimaneva un solo desiderio. Pensò: “Cosa devo chiedere?”. Chiese un parere agli amici. Alcuni gli consigliarono: “Chiedi dei soldi. Con il denaro puoi avere quello che vuoi”. Altri: “A cosa ti serve il denaro se non hai la salute?”. Un altro amico gli disse: “A cosa ti serve la salute se un giorno morirai? Chiedi l'immortalità!”. Il pover'uomo non sapeva più cosa chiedere, perché altri dicevano: “A cosa serve l'immortalità se non hai nessuno da amare? Chiedi l'amore”. Allora si mise a pensare, a pensare... e non riuscì ad arrivare ad alcuna conclusione, non riusciva a sapere cosa voleva.
Trascorsero cinque... dieci anni...
Un giorno, Dio gli domandò: “Quando pensi di presentarmi la tua terza richiesta?”.
E il pover'uomo disse: “Signore, sono tutto confuso, non so cosa chiedere! Potresti suggerirmi tu cosa devo chiedere?”.
Dio rise quando sentì questo e disse: “Va bene, te lo dico io cosa devi chiedere. Chiedi di essere felice, qualunque cosa possa capitarti. Qui sta il segreto!”.
Anthony De Mello, Istruzioni di volo per aquile e polli, Piemme, Milano 1996, p. 27-28.


mercoledì 13 gennaio 2016

SAPER VIVERE IL RISCHIO DELL’ATTESA - Gabriella Caramore



L'impazienza brucia i passaggi. Non consente costruzione, impedisce di articolare un cammino che si sviluppi passo dopo passo, imprigiona ciò che, forse, potrebbe portare al «paradiso». A causa di un desiderio, che ha preteso immediata soddisfazione, gli esseri umani sono stati cacciati dal paradiso. Per un attimo, nel primo degli aforismi citati, Kafka sembra pensare che è a causa dell'inerzia – di un'assenza di desiderio, di una lentezza nei movimenti – che non vi fanno ritorno. Ma poi prende il sopravvento l'immagine della potenza distruttiva dell'impazienza: non riuscire a fermarsi sulle cose, non patire con loro il tempo necessario, non vivere il rischio dell'attesa. Questo è impazienza. Questo è il «peccato capitale».
Gabriella Caramore, Pazienza, Il Mulino, Bologna 2014, 8-9


lunedì 4 gennaio 2016

LA VOCE INTERIORE - Steve Jobs


Non permettete che il rumore delle opinioni altrui soffochi la vostra voce interiore.
E ciò che più conta: abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e il vostro intuito che già sanno, in qualche modo, cosa volete diventare davvero. Tutto il resto è secondario.
Steve Jobs, dal Discorso ai laureandi dell'Università di Stanford, giugno 2005.


sabato 26 settembre 2015

LEGAMI – Dalai Lama



Per quanto riguarda le tue personali esigenze, l'ideale è avere il minor numero di legami, obblighi, affari o qualunque altra cosa. Tuttavia, per quanto riguarda l'interesse della più ampia comunità, devi avere il più alto numero di legami possibili e il maggior numero di attività possibili.
Dalai Lama, L’arte di essere pazienti, Neri Pozza, Vicenza 1998-2011


sabato 15 agosto 2015

PORRE UN TERMINE AI DESIDERI – Irvin Yalom


Porre un termine ai nostri desideri, imbrigliare le nostre cupidigie, dominare la nostra ira, tenendo sempre presente che solo una parte infinitamente piccola di tutto ciò che è desiderabile può essere raggiunta dall’individuo.
Irvin Yalom, La cura Schopenhauer, Neri Pozza Editore, Vicenza, 2005.


sabato 11 luglio 2015

LA PARSIMONIA – Tiziano Terzani


Occorrono nuovi modelli di sviluppo. Non solo crescita, ma parsimonia. Vedi, Folco, io dico che bisogna liberarsi dei desideri.
Ma proprio per il perverso sistema del consumismo la nostra vita è tutta centrata su giochi, sport, mangiare, piaceri. Il problema è uscire da questo circolo vizioso: una cosa dopo l’altra dopo l’altra. Porca miseria, questo ti impone dei comportamenti che sono assolutamente assurdi. Tu non vuoi certe cose ma il sistema del consumismo ti convince, ti seduce a volerle. Tutta la tua vita dipende da quel meccanismo.
Se invece cominci a non parteciparvi resistendo, digiunando, allora è come se usassi la non violenza contro la violenza. La violenza che ci fa alla fine? Mica te la possono cacciare in gola, la roba!
Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio, Longanesi, Milano 2006.


mercoledì 24 giugno 2015

IL SEME E’ UN DESIDERIO - Antoine de Saint Exupery



L’albero è racchiuso nel seme. E il seme è un desiderio.
La roccaforte è racchiusa nel desiderio del conquistatore, nell’immagine che porta nel cuore. 
Se la città deve nascere, si troveranno sempre dei calcolatori che calcolano giusto. Ma questi sono solo servitori. E se voi mettete in prima fila l’architetto, credendo che le città nascano dalle sue mani, nessuna città sorgerà dalla sabbia. Ma provate a gettare un conquistatore ignorante sulla terra aspra e sassosa: quando ritornerete più tardi, brillerà nel sole una fortezza con trenta cupole. E le cupole si ergeranno come i rami del cedro, poiché il desiderio del conquistatore sarà divenuto una fortezza ed egli avrà trovato come mezzi, come vie e come strade tutti i calcolatori che desiderava.
Antoine de Saint Exupery, Cittadella, Borla, Roma 1978


martedì 23 giugno 2015

LA FORZA DI UN SOGNO - Antoine de Saint Exupery


Voi non vincerete, perché cercate la perfezione. Ma la perfezione è oggetto da museo.
Voi proibite gli errori e per agire attendete di conoscere se la mossa che si vuole tentare è di un’efficacia chiaramente dimostrata.
Ma dove avete letto la dimostrazione del futuro?
Voi impedite la vittoria, come vorreste impedire nel nostro impero lo sbocciare di pittori, scultori e inventori.
La roccaforte cresce come l’albero. Voi non spiegate l’albero se mettete in evidenza l’acqua che ha succhiato, i succhi minerali che ha assorbito e il sole che gli ha prestato la sua forza. Come non capite la cittadella se raccontate i calcoli degli architetti.

Antoine de Saint Exupery, Cittadella, Borla, Roma 1978

giovedì 28 maggio 2015

... E METTERTI A RIDERE DEI DESIDERI - Tiziano Terzani


... e metterti a ridere dei desideri che hai, a ridere dei desideri che hai avuto, a ridere nel vedere che questi desideri non servono a niente, che sono effimeri come tutto il resto che è la vita. Così cominci a imparare a toglierteli, a toglierli di mezzo. Compreso quel desiderio ultimo, che tutti hanno, della longevità.

Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio, Longanesi, Milano 2006.

martedì 19 maggio 2015

IMPARARE: DESIDERIO OPPURE OBBLIGO? – Massimo Recalcati


La Scuola in quanto Scuola dell’obbligo – frutto di una Legge solo severa – uccide fatalmente l’istanza del desiderio. La psicoanalisi stessa mostra nella sua clinica come l’insistenza imperativa della domanda che viene dall’Altro («Studia!», «studia!») generi solo resistenza, rifiuto, opposizione, anoressia mentale.
Affinché possa esistere il desiderio è necessario uno spazio che separi il soggetto dalla domanda dell’Altro. Quando questo spazio manca, il soggetto può reagire difendendo il proprio desiderio minacciato dall’invasività dell’Altro, come accade, per esempio, nell’anoressia. Se l’Altro insiste a offrirmi solo la sua «pappa asfissiante» («Mangia!», «mangia!»), mi rifiuto di mangiarla affinché egli riconosca che non sono solo un tubo digerente ma un soggetto del desiderio.
Lo stesso ragionamento vale anche per molti problemi dell’apprendimento. Come si può, infatti, obbligare al desiderio? Non è una contraddizione in termini? Il desiderio non rigetta forse ogni senso dell’obbligo, non ne è forse l’acerrimo antagonista?
È questo il paradosso della Scuola – il carattere decisivo della sua funzione – che si situa proprio in questo delicatissimo punto di snodo: Come si può fare sorgere il desiderio – il desiderio di sapere – quando l’apprendimento del sapere deve essere obbligatorio? Come non rendere l’obbligatorietà un parassita mortale del sapere? Come, in ultima istanza, intrecciare il desiderio alla Legge?
Massimo Recalcati, L’ora di lezione, Einaudi, Torino 2014.


lunedì 20 aprile 2015

IL COMPITO DELLA SCUOLA – Massimo Recalcati


Rendere il sapere un oggetto in grado di muovere il desiderio, un oggetto erotizzato capace di funzionare come causa del desiderio, in grado di spostare, attirare verso, mettere in movimento l’allievo.
Massimo Recalcati, L’ora di lezione, Einaudi, Torino 2014.


giovedì 26 marzo 2015

DESIDERIO DI PRIMAVERA - Adriano Campiello


Ho desiderio
acuto
di primavera:
sogno
guizzi di rondini,
e torrenti di luce,
e il nuovo verde.

Adriano Campiello – 14 febbraio 1976, “Un grande amore”, Posina (VI) 1983.

giovedì 16 ottobre 2014

SE DESIDERI UNA COSA - Massimo Gramellini


Se desideri una cosa e pensi veramente di meritartela, smetti di chiederti perché gli altri non te la danno. Alzati e vai a prenderla.

Massimo Gramellini, L'ultima riga delle favole, p. 69

lunedì 13 ottobre 2014

L’ULTIMA RIGA DELLE FAVOLE – Massimo Gramellini


Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano.
Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell'amore: prima dentro di sé e poi con gli altri.
Con questa favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall'infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l'anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.

Massimo Gramellini, L’ultima riga delle favole, Longanesi, Milano, 2010.

venerdì 22 agosto 2014

L’UNIVERSO COSPIRA - Paulo Coelho


E quando tu desideri qualcosa, tutto l’Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio.
Paulo Coelho, L’alchimista, 1988, ed. it. Bompiani, Milano 1995, P. 38.


sabato 12 aprile 2014

ZENOBIA - Italo Calvino


Ora dirò della città di Zenobia che ha questo di mirabile: benché posta su terreno asciutto essa sorge su altissime palafitte, e le case sono di bambù e di zinco, con molti ballatoi e balconi, poste a diversa altezza, su trampoli che si scavalcano l'un l'altro, collegate da scale a pioli e marciapiedi pensili, sormontate da belvederi coperti da tettoie a cono, barili di serbatoi d'acqua, girandole marcavento, e ne sporgono carrucole, lenze e gru.
Quale bisogno o comandamento o desiderio abbia spinto i fondatori di Zenobia a dare questa forma alla loro città, non si ricorda, e perciò non si può dire se esso sia stato soddisfatto dalla città quale noi oggi la vediamo, cresciuta forse per sovrapposizioni successive dal primo e ormai indecifrabile disegno. Ma quel che è certo è che chi abita a Zenobia e gli si chiede di descrivere come lui vedrebbe la vita felice, è sempre una città come Zenobia che egli immagina, con le sue palafitte e le sue scale sospese, una Zenobia forse tutta diversa, sventolante di stendardi e di nastri, ma ricavata sempre combinando elementi di quel primo modello.
Detto questo, è inutile stabilire se Zenobia sia da classificare tra le città felici o tra quelle infelici. Non è in queste due specie che ha senso dividere la città, ma in altre due: quelle che continuano attraverso gli anni e le mutazioni a dare la loro forma ai desideri e quelle in cui i desideri o riescono a cancellare la città o ne sono cancellati.

Italo Calvino, Le città invisibili, p. 41-42

venerdì 28 marzo 2014

VUOI VOLARE? – Luis Sepùlveda


«Vuoi volare, signorina?» indagò Zorba.
Fortunata li guardò a uno a uno prima di rispondere.
«Sì. Per favore, insegnatemi a volare».
I gatti miagolarono la loro gioia e subito misero zampa al lavoro. Attendevano quel momento da molto tempo. Con tutta la pazienza che contraddistingue i gatti, avevano aspettato che la gabbianella comunicasse loro il suo desiderio di volare, perché grazie a un'ancestrale saggezza capivano che volare è una decisione molto personale.
Luis Sepùlveda, Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare, 1996


giovedì 30 gennaio 2014

L’UNIVERSO COSPIRA A SUO FAVORE – Paulo Coelho


Quando si vuole una cosa, l'Universo intero trama a favore. Il guerriero della luce lo sa. Per questa ragione, presta grande attenzione ai propri pensieri. Nascosti sotto tante buone intenzioni ci sono sentimenti che nessuno osa confessare a se stesso: la vendetta, l'autodistruzione, la colpa, la paura della vittoria, la gioia macabra dinanzi alla tragedia altrui.
L'Universo non giudica: cospira a favore di ciò che desideriamo. Perciò il guerriero ha il coraggio di guardare le ombre della propria anima, e si domanda se non stia chiedendo qualcosa di sbagliato per se stesso.
E presta sempre grande attenzione a ciò che pensa.

Paulo Coelho, Manuale del guerriero della luce, p. 122

martedì 3 settembre 2013

RIMUOVERE LO SFARZO - Seneca (4 a.C. - 65)


Abituiamoci a rimuovere da noi lo sfarzo e a misurare l'utilità, non gli ornamenti delle cose.
Il cibo domi la fame, le bevande la sete, il piacere sia libero di espandersi entro i limiti necessari; impariamo a sostenerci sulle nostre membra, ad atteggiare il modo di vivere e le abitudini alimentari non alle nuove mode, ma come suggeriscono le tradizioni; impariamo ad aumentare la continenza, a contenere il lusso, a moderare la sete di gloria, a mitigare l'irascibilità, a guardare la povertà con obiettività, a coltivare la frugalità anche se molti se ne vergogneranno, ad apprestare per i desideri naturali rimedi preparati con poco, a tenere come in catene le speranze smodate e l'animo che si protende verso il futuro, a fare in modo di chiedere la ricchezza a noi piuttosto che alla sorte.


Lucio Anneo Seneca (4 a.C. – 65), La tranquillità dell’animo, Milano 2008, p. 103

mercoledì 24 aprile 2013

LA STRADA DEI PENSIERI - Mariapia Veladiano



Non so come i pensieri trovino la strada che li porta fino a noi.
Forse esiste un tesoro di tutti i pensieri possibili e la scelta la compie il nostro desiderio.
A volte invece ho la sensazione che ce li mandi qualcuno e che dietro gli eventi ci siano dei messaggi scritti in inchiostro simpatico, che ha bisogno del fuoco per apparire.

Mariapia Veladiano
, Il tempo è un dio breve, p. 11.
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