Foto Intestazione di Alberto Gianfranco Baccelli

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Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all'amore, il resto è niente - Giorgio Gaber
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lunedì 23 novembre 2015

OLTRE LE PAROLE – Severino Zaramella


Le parole sono importanti, ma per comunicare quello che siamo, in realtà, noi ci esprimiamo attraverso il linguaggio del nostro corpo. Impariamo pertanto a leggere le persone, esercitiamoci da piccoli a farlo e aiutiamo le persone a intraprendere questo percorso.
Vogliamoci bene, volendo bene agli altri, al di là di quello che dicono, amiamoli perché esistono e sono portatori di verità.
Spesso viviamo accanto al nostro prossimo senza condividere la nostra parte più intima, la molecola del bene, che teniamo nascosta e difesa da violenze e soprusi. L'amore aiuta a spogliare le difese e far vedere anche agli altri la composizione di questa molecola, affinché anche loro ne possano beneficiare.
La piccolezza dell'essere umano si confronta ogni momento con la grandezza dell'irripetibilità personale che consegna consapevolezza e sentimento di accoglienza.
Severino Zaramella, amico caro


venerdì 13 novembre 2015

PIU’ PRECIPITOSI DI DIO - Dale Carnegie (1888-1955)


Invece di condannare l’operato della gente, cercate piuttosto di capirla. Cercate di immaginare perché la gente fa quello che fa. E’ molto più utile e interessante che criticare, senza contare che genera simpatia, tolleranza e gentilezza. “Chi tutto sa, tutto perdona.”
Come dice il Dottor Johnson: “Dio stesso, signor mio, non giudica nessun uomo prima che sia arrivata la fine dei suoi giorni.“
Perché dovremmo essere più precipitosi noi?
Dale Carnegie, Come trattare gli altri e farseli amici, 1936, ed. it. Bompiani, Milano 2001, p. 40.


domenica 13 aprile 2014

CHI SEMINA RACCOGLIE - Anonimo


Un giorno un'insegnante chiese ai suoi studenti di fare una lista dei nomi dei loro compagni su dei fogli di carta, lasciando un po' di spazio sotto ogni nome. Poi disse loro di pensare la cosa più bella che potevano dire su ciascuno dei loro compagni di classe e scriverla. Ci volle tutto il resto dell'ora per finire il lavoro, ma all'uscita ciascuno degli studenti consegnò il suo foglio.
Quel sabato, l'insegnante scrisse il nome di ognuno su un foglio separato, e vi aggiunse la lista di tutto ciò che gli altri avevano detto su di lui/lei. Il lunedì successivo diede a ogni studente la propria lista. Poco dopo, l'intera classe stava sorridendo. "Davvero ?" sentì sussurrare."Non sapevo di contare così tanto per qualcuno !" e "Non pensavo di piacere tanto agli altri" erano le frasi più pronunciate. Nessuno parlò più di quei fogli in classe, e la prof non seppe se i ragazzi l'avessero discussa dopo le lezioni o con i genitori, ma non aveva importanza: l'esercizio era servito al suo scopo. Gli studenti erano felici di se stessi e divennero sempre più uniti.
Molti anni più tardi, uno degli studenti venne ucciso in Vietnam e la sua insegnante partecipò al funerale. La chiesa era riempita dai suoi amici. Uno ad uno quelli che lo amavano si avvicinarono alla bara, e l'insegnante fu l'ultima a salutare la salma. Mentre stava lì, uno dei soldati presenti le domandò: "Lei era l'insegnante di matematica di Mark?". Lei annuì, dopodiché lui le disse: "Mark parlava di lei spessissimo".
Dopo il funerale, molti degli ex compagni di classe di Mark andarono insieme al rinfresco. I genitori di Mark stavano lì, ovviamente in attesa di parlare con la sua insegnante. " Vogliamo mostrarle una cosa ", disse il padre, estraendo un portafoglio dalla sua tasca. " Lo hanno trovato nella sua giacca quando venne ucciso. Pensiamo che possa riconoscerlo ". Aprendo il portafoglio, estrasse con attenzione due pezzi di carta che erano stati ovviamente piegati, aperti e ripiegati molte volte. L'insegnante seppe ancora prima di guardare che quei fogli erano quelli in cui lei aveva scritto tutti i complimenti che i compagni di classe di Mark avevano scritto su di lui. "Grazie mille per averlo fatto", disse la madre di Mark. " Come può vedere, Mark lo conservò come un tesoro ".
Tutti gli ex compagni di classe di Mark iniziarono ad avvicinarsi. Charlie sorrise timidamente e disse "Io ho ancora la mia lista. E' nel primo cassetto della mia scrivania a casa". La moglie di Chuck disse che il marito le aveva chiesto di metterla nell'album di nozze, e Marilyn aggiunse che la sua era conservata nel suo diario. Poi Vicki, un'altra compagna, aprì la sua agenda e tirò fuori la sua lista un po' consumata, mostrandola al gruppo: "La porto sempre con me, penso che tutti l'abbiamo conservata".
In quel momento l'insegnante si sedette, e pianse.


domenica 21 luglio 2013

AMA IL PROSSIMO TUO - Rabbi Menachem Mendel



Quando vedi il tuo prossimo commettere una cattiva azione, non incriminarlo.
Pensa piuttosto: "Quale scusa avrei immaginato per scusarmi se fossi stato al suo posto?"
Applica la stessa scusa al tuo prossimo, e fai del tuo meglio per discolparlo.
Questo è il senso del versetto: "Ama il prossimo tuo come te stesso".

Rabbi Menachem Mendel

mercoledì 8 maggio 2013

LA BENEVOLENZA - Friedrich Nietzsche (1844-1900)



Fra le cose piccole, ma infinitamente frequenti e perciò stesso molto efficaci, alle quali la scienza dovrebbe prestare attenzione più che alle cose grandi e rare, è da annoverare anche la benevolenza; voglio dire quelle manifestazioni di sentimenti gentili nei rapporti con gli altri, quel sorriso negli occhi, quelle strette di mano, quella gradevolezza di cui quasi ogni atto umano è di solito rivestito.
Ogni insegnante, ogni funzionario aggiunge questo ingrediente a ciò che per lui è dovere; è una continua attivazione di umanità, sono per così dire le onde della sua luce, nelle quali tutto si sviluppa; soprattutto nella cerchia più ristretta, in seno alla famiglia, la vita prospera e fiorisce solo grazie a quella benevolenza.
L’indulgenza, la benignità, la gentilezza del cuore sono effluvi inesauribili dell’istinto altruistico e hanno contribuito alla formazione della civiltà molto più potentemente di quelle molto più celebrate manifestazioni di esso che si chiamano compassione, misericordia e abnegazione. Ma si usa tenerle in poco conto, e in realtà in esse non c’è molto di altruistico.
La somma di queste piccole dosi è tuttavia imponente, la loro forza complessiva è una delle forze più grandi. Allo stesso modo, nel mondo si trova molta più felicità di quanta non ne vedano gli occhi offuscati: se cioè si valuta bene e non si dimenticano tutti i momenti piacevoli di cui è ricco ogni giorno, anche per la vita più tribolata.
Friedrich Nietzsche (1844-1900), Umano troppo umano, I, 49.

domenica 17 marzo 2013

LA DONNA E LA CIPOLLA - Fedor Dostoevkij (1821-1881)



C'era una volta una donna cattiva cattiva che morì, senza lasciarsi dietro nemmeno un'azione virtuosa. I diavoli l'afferrarono e la gettarono in un lago di fuoco.
Ma il suo angelo custode era là e pensava: di quale suo azione virtuosa mi posso ricordare per dirla a Dio? Se ne ricordò una e disse a Dio: - Ha sradicato una cipolla nell'orto e l'ha data a una mendicante. E Dio gli rispose: - Prendi dunque quella stessa cipolla, tendila a lei nel lago, che vi si aggrappi e la tenga stretta, e se tu la tirerai fuori del lago, vada in paradiso; se invece la cipolla si strapperà, la donna rimanga dov'è ora.
L'angelo corse della donna, le tese la cipolla: - Su, donna, le disse, attaccati e tieni. E si mise a tirarla cautamente, e l'aveva già quasi tirata fuori, ma gli altri peccatori che erano nel lago, quando videro che la traevano fuori, cominciarono ad aggrapparsi tutti a lei, per essere anch'essi tirati fuori. Ma la donna era cattiva cattiva e si mise a sparar calci contro di loro, dicendo: "E' me che si tira e non voi, la cipolla è mia e non vostra.
Appena ebbe detto questo, la cipolla si strappò. E la donna cadde nel lago e brucia ancora. E l'angelo si mise a piangere e si allontanò.
Fëdor Dostoevskij, I fratelli Karamazov VII, 3

domenica 10 marzo 2013

I FIORI E LA SPAZZATURA - Anonimo



Un giorno un uomo ricco consegnò un cesto di spazzatura ad un uomo povero. L'uomo povero gli sorrise e se ne andò col cesto, poi lo svuotò, lo lavò e lo riempì di fiori bellissimi. Ritornò dall'uomo ricco e glielo diede.
L'uomo ricco si stupì e gli disse:
«Perché mi hai donato fiori bellissimi se io ti ho dato la spazzatura?».
E l'uomo povero disse:
«Ogni persona dà ciò che ha nel cuore».

lunedì 14 gennaio 2013

LA BENEVOLENZA - Dalai Lama



La benevolenza è diametralmente opposta all’odio. Mentre l’odio è un atteggiamento o un’emozione che non sopporta il benessere di un altro: “Non mi piace che tu sia felice perché sei il mio nemico”. La benevolenza è esattamente il contrario. E’ sì un desiderio di felicità, ma rivolto a un altro.
Più si coltiva la benevolenza, e meno si dovranno affrontare rabbia e odio. E’ come avere un sistema immunitario forte: puoi andare in una zona appestata e non doverti preoccupare degli antidoti perché sei immune [Alan Wallace, studioso di buddismo e interprete del Dalai Lama].
Dalai Lama: “A partire dalla mia piccola esperienza, deduco che quando un senso di cura e di attenzione aumenta nel mio cuore, la mia forza interiore aumenta. Ne risulta che provo meno paura e più felicità. Sorgono dei problemi? D’accordo, non importa. Se giungono notizie tristi o spaventose, mi sento a disagio per qualche secondo, ma poi recupero velocemente e la pace torna”.
Dalai Lama, Daniel Goleman, Emozioni distruttive, p. 338-339, 342

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