Foto Intestazione di Alberto Gianfranco Baccelli

NEWS

Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all'amore, il resto è niente - Giorgio Gaber
Visualizzazione post con etichetta FRETTA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta FRETTA. Mostra tutti i post

martedì 3 aprile 2018

IL TEMPO PREZIOSO DELLE PERSONE MATURE – Mario De Andrade





Ho contato i miei anni e ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.
Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.
Ormai non ho tempo per riunioni interminabili, dove si discute di statuti, norme, procedure e regole interne, sapendo che non si combinerà niente...
Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.
Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità.
Amo l’essenziale perché ora la mia anima ha fretta...
Senza troppe caramelle nella confezione...
Voglio vivere accanto a persone umane, molto umane.
Persone che sappiano sorridere dei propri errori, che non si gonfino di vittorie.
Che non si considerino elette, prima ancora di esserlo.
Che non sfuggano alle proprie responsabilità.
Che difendano la dignità umana.
E che desiderino soltanto essere dalla parte della verità e l'onestà.
L'essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone...
Gente alla quale i duri colpi della vita hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell'anima.
Sì... ho fretta...
di vivere con l’intensità che solo la maturità mi può dare.
Pretendo non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono...
Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.
Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza.

Mário de Andrade (1893-1945) – Poeta, musicologo e narratore brasiliano


mercoledì 27 gennaio 2016

SU “LA CULLA MAI FINITA” 2 – Gabriella Caramore


Anche in questa piccola storia emerge, nascostamente, un elogio della pazienza: il tempo non può essere imposto dall’esteriorità delle cose, ma dal ritmo interno all’essere del mondo.
E’ un tempo che si sottrae alle dinamiche mondane e risponde a un’altra verità. Il cavallo arabo corre veloce, afferma un detto di Saadi di Shiraz. Il cammello procede invece lentamente. Ma è quest’ultimo che avanza notte e giorno.
Gabriella Caramore, Pazienza, Il Mulino, Bologna 2014, p. 40-41.


martedì 26 gennaio 2016

SU “LA CULLA MAI FINITA” 1 – Gabriella Caramore


Questa è una storiella che fa parte della tradizione sufi, quel grande movimento della mistica islamica che si diffuse da subito, più o meno sotterraneamente, in tutti i territori toccati dall’islam, con la forza di una sapienza libera e fedele, severa e al tempo stesso non sistematica: un’intelligenza dell’umano estranea a ogni convenzione, centrata sull’essenzialità della vita.
Il falegname sufi ritiene, in una logica certamente paradossale, che il senso della vita non possa consistere nella fretta di avere le cose al tempo dovuto, restando asserviti a un’economia della necessità. Non vuole sottostare alle leggi – pur blande: si tratta solo di una culla, in fondo! – dell’uso e del consumo.
E’ altro l’ordine temporale della vita umana, e non bisogna sciuparlo assecondando convenienze e automatismi.
Gabriella Caramore, Pazienza, Il Mulino, Bologna 2014, p. 40.


lunedì 25 gennaio 2016

LA CULLA MAI FINITA – Storia della tradizione sufi


Viveva in una città – non sappiamo in quale – un falegname. Un giorno si recò da lui un giovane padre, al quale era appena nato un bambino, e gli chiese di fargli una culla. Il falegname disse di tornare a prenderla di lì a una settimana. Ma quando il giovane padre ritornò, la culla non era finita. Settimana dopo settimana, l’uomo continuava a ritornare dal falegname. Ma la culla non era mai pronta.
Il bambino crebbe, senza la culla, è diventò uomo. A sua volta si sposò, ed ebbe un figlio. Si ricordò della sua culla mai finita, e tornò dallo stesso falegname da cui era andato suo padre, rammentandogli che gli doveva una culla: “Ecco, ora sono io ad avere un bambino piccolo. Hai l’opportunità di finire il tuo lavoro e di tener fede a un impegno”. “Vattene di qui! – gli rispose il falegname – Mi rifiuto di essere costretto a lavorare di furia solo perché tu e la tua famiglia siete impazienti di avere ciò che vi serve!”.

Gabriella Caramore, Pazienza, Il Mulino, Bologna 2014, p. 39-40.


lunedì 18 gennaio 2016

PAZIENZA, PAROLA INATTUALE E ANTICA - Gabriella Caramore

La pazienza esige una dilatazione del presente, un suo allungamento, una sosta nell'incessante divenire. Occorre fare pausa, per essere pazienti. Fare tregua. La pazienza reclama che il tempo ordinario sospenda il suo corso, smetta di fluire, entri in un vigile sonno. È capace di questo la nostra epoca convulsa, distratta, frettolosa, in cui ognuno di noi si sente spinto a fare presto, procedere spedito, agire in simultanea su fronti diversi, dare inizio a un procedimento senza attenderne l'esito? In cui troppa vastità di saperi rende difficoltoso il conoscere, in cui troppa facilità di connessione rende arduo l'incontro, in cui troppo mondo, affacciato sulle nostre vite, mette in affanno le relazioni? Viene, certamente, il sospetto che il nostro tempo sia radicalmente inospitale verso la pazienza.
Forse neppure ne avvertiamo il bisogno.
E forse, davvero, «pazienza» è parola inattuale, antica, in disarmo.
Gabriella Caramore, Pazienza, Il Mulino, Bologna 2014, 12-13


martedì 12 gennaio 2016

L’IMPAZIENZA – Franz Kafka (1883-1924)


Ci sono due peccati capitali dell'uomo, da cui derivano tutti gli altri: impazienza e inerzia. A causa dell'impazienza sono stati cacciati dal paradiso, a causa dell'inerzia non vi tornano. Forse però c'è un solo peccato capitale: l'impazienza. A causa dell'impazienza sono stati cacciati, a causa dell'impazienza non tornano.
Franz Kafka, Aforismi di Zurau


mercoledì 1 aprile 2015

PRENDERSI IL TEMPO - Pierre Durrande


Accogliere una sensazione – anche la più elementare, come il gustare un alimento – richiede una sosta, bisogna “prendersi il tempo”.
E’ bella l’espressione “prendersi il tempo” nella società del “non c’è tempo”.

Pierre Durrande, L’arte di educare alla vita, p. 56
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...