Foto Intestazione di Alberto Gianfranco Baccelli

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Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all'amore, il resto è niente - Giorgio Gaber
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lunedì 25 settembre 2017

LE PERSONE PIU' FELICI - Kahlil Gibran



Le persone più felici

non sono necessariamente 

quelle che hanno

il meglio di tutto,

ma quelle

che traggono il meglio

da ciò che hanno. 


Kahlil Gibran 

lunedì 21 settembre 2015

LO SCOPO DEL SEME – Kahlil Gibran


Ogni seme che l’autunno getta nelle profondità della terra
ha un modo suo proprio di separare nucleo e involucro
al fine di formare le foglie, i fiori e i frutti.
Ma quali che siano i modi,
lo scopo delle peregrinazioni di tutti i semi è identico:
arrivare a levarsi innanzi al volto del sole.

Kahlil Gibran, Iram dalle alte colonne


sabato 3 gennaio 2015

FARO’ DELLA MIA ANIMA UNO SCRIGNO – Kahlil Gibran


Farò della mia anima uno scrigno
per la tua anima,
del mio cuore una dimora
per la tua bellezza,
del mio petto un sepolcro
per le tue pene.
Ti amerò come le praterie amano la primavera,
e vivrò in te la vita di un fiore
sotto i raggi del sole.
Canterò il tuo nome come la valle
canta l'eco delle campane;
ascolterò il linguaggio della tua anima
come la spiaggia ascolta
la storia delle onde.

Kahlil Gibran


sabato 20 luglio 2013

VOI SIETE LA VIA - Kahlil Gibran (1883-1931)


Voi siete la via e i viandanti.
E quando uno di voi cade,
cade per quelli che lo seguono
giacché li mette in guardia contro l'ostacolo.
Ma cade anche per quelli che lo precedono
i quali, benché più celeri e sicuri nel loro passo,
non rimossero l'ostacolo.

Kahlil Gibran, Il profeta

mercoledì 17 luglio 2013

LA STAGIONE DEI DONI - Kahlil Gibran (1883-1931)


Tutto quanto possedete, un giorno sarà dato.
Perciò date adesso, affinché la stagione dei doni possa essere vostra e non dei vostri eredi.

Kahlil Gibran

lunedì 15 luglio 2013

LA BELTA' DELL'AURORA - Kahlil Gibran (1883-1931)


Potreste innalzarvi con la fantasia fino alle nubi,
e considerarle il massimo delle altezze;
potreste varcare il vasto oceano 
e presumere di aver percorso la distanza.

Ma io vi dico che quando seminate un seme nella terra
attingete a un'altezza più grande;
e quando salutate la beltà dell'aurora indicandola al vostro vicino,
varcate un oceano più vasto.

Kahlil Gibran, Il giardino del profeta

giovedì 4 luglio 2013

COME UN FIORE DI LOTO - Kahlil Gibran (1883-1931)


Non dite: "Ho trovato la verità",
ma dite piuttosto: "Ho trovato una verità".
Non dite: "Ho trovato il sentiero dell'anima",
ma dite piuttosto: "Ho trovato l'anima mentre camminavo sul mio sentiero".
Poiché l'anima cammina su tutti i sentieri.
L'anima non procede in linea retta, 
e neppure cresce come una canna.
L'anima si schiude, come un fiore di loto dagli innumerevoli petali.

Kahlil Gibran (1883-1931)

martedì 4 giugno 2013

PARLACI DELLA BELLEZZA 2 - Kahlil Gibran (1883-1931)



Tutte queste cose avete detto della bellezza. Tuttavia non avete parlato di lei, ma di bisogni insoddisfatti. E la bellezza non è un bisogno, ma un'estasi. Non è una bocca assetata, né una mano vuota protesa, ma piuttosto un cuore bruciante e un'anima incantata.
Non è l'immagine che vorreste vedere né il canto che vorreste udire, ma piuttosto un'immagine che vedete con gli occhi chiusi, e un canto che udite con le orecchie serrate.
Non è la linfa nel solco della corteccia, né l'ala congiunta all'artiglio, ma piuttosto un giardino perennemente in fiore e uno stormo d'angeli eternamente in volo.
Popolo di Orfalese, la bellezza è la vita, quando la vita disvela il suo volto sacro. Ma voi siete la vita e siete il velo. La bellezza è l'eternità che si contempla in uno specchio. Ma voi siete l'eternità e siete lo specchio.
Kahlil Gibran, Il profeta

lunedì 3 giugno 2013

PARLACI DELLA BELLEZZA 1 - Kahlil Gibran (1883-1931)



E un poeta disse: Parlaci della Bellezza. E lui rispose: Dove cercherete e come scoprirete la bellezza, se essa stessa non vi è di sentiero e di guida ? E come potrete parlarne, se non è la tessitrice del vostro discorso ?
L'afflitto e l'offeso dicono: "La bellezza è nobile e indulgente. Cammina tra noi come una giovane madre confusa dalla sua stesa gloria".
E l'appassionato dice: "No, la bellezza è temibile e possente. Come la tempesta, scuote la terra sotto di noi e il cielo che ci sovrasta".
Lo stanco e l'annoiato dicono: "La bellezza è un lieve bisbiglio. Parla del nostro spirito. La sua voce cede ai nostri silenzi come una debole luce che trema spaurita dall'ombra".
Ma l'inquieto dice: "Abbiamo udito il suo grido tra le montagne, E con questo grido ci sono giunti strepito di zoccoli, battiti d'ali e ruggiti di leoni".
Di notte le guardie della città dicono: "La bellezza sorgerà con l'alba da oriente".
E al meriggio colui che lavora e il viandante dicono: "L'abbiamo vista affacciarsi sulla terra dalle finestre del tramonto".
D'inverno, chi è isolato dalla neve dice: "Verrà con la primavera balzando di colle in colle".
E nella calura estiva il mietitore dice: "L'abbiamo vista danzare con le foglie dell'autunno e con la folata di neve nei capelli".
Kahlil Gibran, Il profeta

giovedì 18 aprile 2013

PARLACI DEL TEMPO - Kahlil Gibran (1883-1931)



E un astronomo disse: “Maestro, parlaci del Tempo”.
Ed egli rispose:
Voi vorreste misurare il tempo, l'incommensurabile e l'immenso.
Vorreste regolare la vostra condotta e dirigere anche il corso del vostro animo secondo le ore e le stagioni.

Vorreste fare del tempo un fiume, per sedervi sulle sue rive e guardarlo mentre scorre.
Eppure l'eterno che è in voi sa che la vita è senza tempo,
e sa che l’oggi non è che il ricordo di ieri, e il domani non è che il sogno di oggi.
E ciò che in voi è canto e contemplazione dimora ancora entro i confini di quel primo momento in cui le stelle furono disseminate nello spazio.
Chi tra voi non sente che il suo potere d’amare è senza limiti?
E chi non sente tuttavia che questo amore, benché illimitato, è come incastonato nel centro del proprio essere, e che non scorre da un pensiero d’amore a un altro pensiero d’amore, né da un atto d’amore a un altro atto d’amore?
Non è forse il tempo, così come l'amore, indiviso e immoto?
Ma se nella vostra mente volete misurare il tempo in stagioni, fate che ogni stagione racchiuda tutte le altre,
e che il presente abbracci il passato con il ricordo, e il futuro con l'attesa.

Kahlil Gibran, Il profeta

giovedì 14 marzo 2013

PARLACI DELLA PAROLA - Kahlil Gibran



E allora uno studioso disse: Spiegaci la Parola.
E lui rispose dicendo:
Voi parlate quando avete perduto la pace con i vostri pensieri.
E quando non potete più sopportare la solitudine del cuore voi vivete sulle labbra, e il suono vi è di svago e passatempo.
E molte delle vostre parole quasi uccidono il pensiero,
Poiché il pensiero è un uccello leggero che in una gabbia di parole può spiegare le ali, ma non prendere il volo.

Tra voi vi sono quelli che cercano uomini loquaci per timore di restare soli.
Il silenzio della solitudine mette a nudo il loro essere, ed essi vorrebbero fuggirlo.
E vi sono quelli che, senza consapevolezza o prudenza parlano di verità che non comprendono.
E quelli invece che hanno dentro di sé la verità, ma non la esprimono in parole.
Nel loro petto lo spirito dimora in armonico silenzio.

Quando per strada o sulla piazza del mercato incontrate un amico, lasciate che lo spirito vi muova le labbra e vi guidi la lingua.
Lasciate che la voce della vostra voce parli all'orecchio del suo orecchio;
Poiché custodirà nell'anima la verità del vostro cuore come si ricorda il sapore del vino, quando il colore è dimenticato e la coppa è perduta.
Kahlil Gibran, Il profeta

martedì 12 febbraio 2013

PARLACI DELLA GIOIA E DEL DOLORE - Kahlil Gibran (1883-1931)



Allora una donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore.
E lui rispose: La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera.
E lo stesso pozzo da cui scaturisce il vostro riso, è stato sovente colmo delle vostre lacrime.
E come può essere altrimenti ?
Quanto più a fondo vi scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere.
La coppa che contiene il vostro vino non è forse la stessa bruciata nel forno del vasaio ?
E il liuto che rasserena il vostro spirito non è forse lo stesso legno scavato dal coltello ?
Quando siete felici, guardate nel fondo del vostro cuore e scoprirete che è proprio ciò che vi ha dato dolore a darvi ora gioia.
E quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e saprete di piangere per ciò che ieri è stato il vostro godimento.
Alcuni di voi dicono: "La gioia è più grande del dolore", e altri dicono: "No, è più grande il dolore".
Ma io vi dico che sono inseparabili.
Giungono insieme, e se l'una siede con voi alla vostra mensa, ricordate che l'altro è addormentato nel vostro letto.
In verità voi siete bilance che oscillano tra il dolore e la gioia. Soltanto quando siete vuoti, siete equilibrati e saldi.
Così, quando il tesoriere vi solleva per pesare il suo oro e il suo argento, la vostra gioia e il vostro dolore dovranno sollevarsi oppure ricadere.
Kahlil Gibran, Il profeta

martedì 4 dicembre 2012

PARLACI DELL'INSEGNARE - Kahlil Gibran



E un maestro disse: Parlaci dell’Insegnamento.
E lui disse:
Nessuno può rivelarvi nulla se non ciò che già si trova in stato di dormiveglia nell'albeggiare della nostra conoscenza.
L'insegnante che cammina nell'ombra del tempio, tra i suoi discepoli, non trasmette la sua sapienza, ma piuttosto la sua fede e la sua amorevolezza.
Se è veramente saggio, non vi farà entrare nella dimora del suo sapere, ma vi accompagnerà fino alla soglia della vostra mente.
Kahlil Gibran, Il profeta
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