Foto Intestazione di Alberto Gianfranco Baccelli

NEWS

Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all'amore, il resto è niente - Giorgio Gaber
Visualizzazione post con etichetta MACCHINA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta MACCHINA. Mostra tutti i post

venerdì 20 marzo 2015

MACCHINE PER ABITARE - René Guénon (1886-1951)


Questi uomini, ridotti a semplici «unità» numeriche, si vuole farli abitare, non diremo in case, perché questo termine sarebbe improprio, ma in «alveari» i cui scompartimenti saranno tutti disegnati sullo stesso modello ed ammobiliati con gli oggetti fabbricati «in serie», in modo da far sparire dall’ambiente in cui vivranno ogni differenza qualitativa. Basta prendere in esame i progetti di certi architetti contemporanei (che qualificano essi stessi queste dimore come «macchine per abitare») per vedere che non esageriamo per niente.
Che cosa sono diventate a questo punto l’arte e la scienza tradizionali degli antichi costruttori, e le regole rituali che presiedevano alla fondazione delle città e degli edifici nelle civiltà normali?

René Guénon,Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi, Parigi 1945, ed. it. Milano 1982, p. 63-64.

mercoledì 18 marzo 2015

LA FABBRICAZIONE IN SERIE - René Guénon


Tutto ciò conduce a quanto, nel gergo attuale, si è convenuto di chiamare la fabbricazione «in serie», il cui scopo è quello di produrre la maggior quantità possibile di oggetti, oggetti simili al massimo tra loro, e destinati all’uso di uomini che si considerano tutti ugualmente simili; si tratta con tutta evidenza, come dicevamo prima, del trionfo della quantità, nonché, per la stessa ragione, di quello dell’uniformità.

René Guénon,Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi, Parigi 1945, ed. it. Milano 1982, p. 63.

martedì 17 marzo 2015

LA MACCHINA E L’UTENSILE - René Guénon (1886-1951)


Servitore della macchina, l’uomo deve divenire macchina egli stesso, e il suo lavoro non ha più niente di veramente umano, perché non implica più l’intervento di nessuna di quelle qualità che costituiscono propriamente la natura umana.
Si può osservare che la macchina, in un certo senso, è l’opposto dell’utensile, e non un utensile «perfezionato» come molti ritengono, perché l’utensile è in certo qual modo un «prolungamento» dell’uomo stesso, mentre la macchina riduce quest’ultimo alle condizioni di suo servitore; e se si è potuto dire che l’«utensile generò il mestiere», non è men vero che la macchina lo uccide; le reazioni istintive degli artigiani contro le prime macchine si spiegano pertanto da sole.
René Guénon,Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi, Parigi 1945, ed. it. Milano 1982, p. 63.


lunedì 16 marzo 2015

IL MESTIERE E’ COSA DEL PASSATO - René Guénon


Non è difficile vedere, in tutto ciò, come il vero mestiere sia distante dall’industria moderna, tanto che si può dire si tratti di due opposti, e quanto sia disgraziatamente vero, nel «regno della quantità», che il mestiere, come volentieri affermano i fautori del «progresso» che naturalmente se ne rallegrano, sia «una cosa del passato».
Nel lavoro industriale l’operaio non mette niente di se stesso, e d’altronde si avrebbe buona cura di impedirglielo qualora ne avesse la minima velleità; ma ciò non è neanche possibile, poiché tutta la sua attività consiste nel far funzionare una macchina; egli, del resto, è reso perfettamente privo di iniziativa dalla «formazione», o meglio deformazione professionale ricevuta, la quale è come l’antitesi dell’antico apprendistato, e che ha per unico scopo quello di insegnargli ad eseguire certi movimenti «meccanicamente» e sempre allo stesso modo, senza assolutamente che debba capirne la ragione né preoccuparsi del risultato, in quanto in realtà non è lui, bensì la macchina, a fabbricare l’oggetto.

René Guénon,Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi, Parigi 1945, ed. it. Milano 1982, p. 63.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...