Foto Intestazione di Alberto Gianfranco Baccelli

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Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all'amore, il resto è niente - Giorgio Gaber
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domenica 12 aprile 2020

FEDE NELLA PRIMAVERA


Pasqua 2020

Le dolci brezze si sono risvegliate
spirano e sussurrano giorno e notte.
Si muovono ovunque
aria fresca, nuovo suono.

Ora povero cuore non temere.
Ora tutto, tutto deve cambiare.

Il mondo diventa più bello ogni giorno
e non si sa cosa diventerà.
La fioritura non accenna a finire
e fiorisce anche la valle più profonda.

Ora povero cuore dimentica il tuo tormento.
Ora tutto, tutto deve cambiare.

Ludwig Uhland, Fede nella primavera, 1805


L
a poesia parla all’uomo di ogni tempo e di ogni luogo. Anche questi versi, scritti più di due secoli fa, sembrano rivolti proprio a noi... e proprio adesso. Noi, che stiamo vivendo giorni di turbamento e di angoscia, noi che abbiamo visto la nostra vita e il nostro mondo cambiare da un giorno all’altro, e non sappiamo cosa aspettarci.
Il poeta si rivolge al nostro cuore attonito e le sue parole sono cariche di speranza: ci sembra di camminare sulle sabbie mobili, mentre forse è fertile limo che, dopo l’alluvione, farà fiorire anche la valle più profonda.
Le parole di questa poesia racchiudono tutto l’augurio che sento di fare a voi e alle vostre famiglie in questo momento.

Buona fioritura dal vostro dirigente

Francesco Callegari

giovedì 19 aprile 2018

IMITAZIONE DEL TUONO – Eugenio Montale




Pare che ogni vivente
imiti un suo modello
ignorandolo, impresa improponibile.
Ma il peggio tocca a chi il suo
crede averlo davanti come una statua.
Non imitate il marmo, uomini. Se non potete
star fermi modellatevi sulla crusca,
sui capelli del vento, sulla raspa
delle cicale, sull’inverosimile
bubbolare del tuono a ciel sereno.
Modellatevi, dico, anche sul nulla
se v’illudete di potere ancora
rasentare la copia di quel pieno
che non è in voi!

Eugenio Montale, Diario del '71 e del ’72, Milano 1973, p. 43


mercoledì 18 aprile 2018

IL TIRO A VOLO – Eugenio Montale



Mi chiedi perché navigo
nell'insicurezza e non tento
un'altra rotta? Domandalo
all'uccello che vola illeso
perché il tiro era lungo e troppo larga
la rosa della botta.

Anche per noi non alati
esistono rarefazioni
non più di piombo ma di atti,
non più di atmosfera ma di urti.
Se ci salva una perdita di peso
è da vedersi.

Eugenio Montale, Diario del '71 e del ’72, Milano 1973, p. 37



martedì 15 agosto 2017

CH’IO SIA LA FASCIA – Angelo Branduardi


Ch 'io sia la fascia che la fronte ti cinge,
così vicino ai tuoi pensieri,
ch 'io sia il grano di mais,
frantumato dai tuoi denti selvaggi...
Ch 'io sia al tuo collo il turchese caldo
della tempesta del tuo sangue.
Ch 'io sia la lana del telaio
che scivola fra le tue dita...
Ch 'io sia la veste che porti
sul flusso del tuo cuore,
ch 'io sia la sabbia nei mocassini
che accarezza le dita dei tuoi piedi...
Ch 'io sia il tuo sogno notturno,
quando nel sonno parli e gemi...


Canzone d'amore dei pellerossa del Nuovo Messico in Angelo Branduardi, 1974. Reinciso dallo stesso autore nell'album Altro ed altrove , 2003.

sabato 12 agosto 2017

STELLE CADENTI



Vedo stelle lampeggiare

tra le onde

Hanno appena lambito

i tuoi occhi

Lasciando brillii

di speranza



Francesco Callegari


martedì 30 maggio 2017

HO IMPARATO – Maya Angelou (1928-2014)




Ho imparato che qualsiasi cosa accada, o per quanto l’oggi sembri insopportabilmente brutto, la vita va sempre avanti e il domani sarà migliore.

Ho imparato che si può capire molto di una persona dalla maniera in cui affronta queste tre cose: una giornata piovosa, la perdita del bagaglio, l’intrico delle luci dell’albero di Natale.

Ho imparato, indipendentemente dal rapporto che abbiamo coi nostri genitori, che ci mancheranno quando saranno usciti dalla nostra vita.

Ho imparato che il semplice sopravvivere è diverso da vivere.

Ho imparato che la vita qualche volta consente una seconda chance.

Ho imparato che non si può affrontare la vita con i guantoni da baseball su entrambe le mani: si ha sempre bisogno di gettare qualcosa dietro le spalle.

Ho imparato che ogni volta che prendo una decisione col cuore, generalmente faccio la scelta giusta.

Ho imparato che anche quando ho delle sofferenze non devo essere una sofferenza.

Ho imparato che ogni giorno si dovrebbe uscire ed avere contatti con qualcuno.

Ho imparato che le persone gradiscono molto un abbraccio, o anche semplicemente una pacca sulle spalle.

Ho imparato che ho ancora molto da imparare.

Ho imparato che le persone dimenticheranno quanto hai detto, dimenticheranno quanto hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.



Maya Angelou

domenica 3 gennaio 2016

RESTANO TRE COSE – Fernando Pessoa (1888-1935)


Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell’interruzione, un nuovo cammino,
della caduta, un passo di danza,
della paura, una scala,
del sogno, un ponte,
del bisogno... un incontro.


"DE TODO, QUEDARON TRES COSAS"

la certeza de que estaba siempre comenzando,
la certeza de que había que seguir
y la certeza de que sería interrumpido 
antes de terminar.

Hacer de la interrupción un camino nuevo,
hacer de la caida, un paso de danza,
del miedo, una escalera,
del sueño, un puente, de la búsqueda,...un encuentro

Fernando Pessoa


giovedì 2 luglio 2015

L’ORSIGNA – Tiziano Terzani



Allora io avevo qui la mia seconda patria che ha rappresentato, me ne rendo conto ora, la magia nella mia vita. Perché questo posto è misterioso, è una valle chiusa che non va da nessuna parte, con una storia di grande povertà. La gente viveva in case fatte di pietre, con finestre piccolissime perché non entrasse il freddo, molte erano addirittura senza camino. Quello che ci ha venduto la terra era un uomo straordinario che stava con la moglie, di cui dicevano che era una strega, in una stanza dalle pareti nere di fumo.
Così viveva la gente. Viveva di castagne, di funghi e del granturco che coltivavano, però erano tutti poeti. Prima di tutto perché erano pastori, gente che con un filo d’erba in bocca stava in cima a una montagna a guardare il gregge e a pensare alla vita, a Dio, alla natura.
Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio, Longanesi, Milano 2006.


martedì 5 maggio 2015

HOKUSAI SAYS – Roger Keyes


Non importa se disegni o scrivi libri.
Non importa se seghi alberi o peschi pesci,
non importa se stai seduto a casa
a fissare le formiche in veranda o l'ombra degli alberi
e le erbe che ti crescono in giardino.
Quel che importa è che ti importi.


Roger Keyes

sabato 28 marzo 2015

HO UNA FINESTRA - Adriano Campiello


Ho una finestra
più dell’oro
preziosa.
perché s’apre
su case
su boschi
su monti
da incanto.

Adriano Campiello – 28 aprile 1977, “Un grande amore”, Posina (VI) 1983.

venerdì 27 marzo 2015

NON SONO UN’AQUILA - Adriano Campiello

Non sono
un’aquila
che solo sulle cime
chiude l’ali:
sono un uccello
che si posa sugli alberi.
E non canto
per tutti, ma per voi
che, come me,
amate
questo dolce paese.

Adriano Campiello – 9 novembre 1976, “Un grande amore”, Posina (VI) 1983.

giovedì 26 marzo 2015

DESIDERIO DI PRIMAVERA - Adriano Campiello


Ho desiderio
acuto
di primavera:
sogno
guizzi di rondini,
e torrenti di luce,
e il nuovo verde.

Adriano Campiello – 14 febbraio 1976, “Un grande amore”, Posina (VI) 1983.

mercoledì 25 marzo 2015

SEMPRE PIU’ FORTE – Adriano Campiello


Sempre più forte
giunge al mio orecchio
il lamento del mondo,
i miei occhi
mirano innumerevoli
mani imploranti
verso il cielo levate.
Per loro ch’io non sia
nube d’indifferenza
o tenebra d’egoismo
ma raggio d’amore.

Adriano Campiello – 10 ottobre 1971, “Un grande amore”, Posina (VI) 1983.

lunedì 23 febbraio 2015

CUANDO YO MUERA – Pablo Neruda


Cuando yo muera quiero tus manos en mis ojos:
quiero la luz y el trigo de tus manos amadas
pasar una vez más sobre mí su frescura:
sentir la suavidad que cambió mi destino.

Quiero que vivas mientras yo, dormido, te espero,
quiero que tus oídos sigan oyendo el viento,
que huelas el aroma del mar que amamos juntos
y que sigas pisando la arena que pisamos.

Quiero que lo que amo siga vivo
y a ti te amé y canté sobre todas las cosas,
por eso sigue tú floreciendo, florida,

para que alcances todo lo que mi amor te ordena,
para que se pasee mi sombra por tu pelo,
para que así conozcan la razón de mi canto.
Pablo Neruda, Soneto LXXXIX, “Cien sonetos de amor”, 1959

Quando morrò voglio le tue mani sui miei occhi:
voglio la luce e il frumento delle tue mani amate
passare una volta ancora su di me la loro freschezza,
sentire la soavità che cambiò il mio destino.

Voglio che tu viva mentr’io, addormentato, t’attendo,
voglio che le tue orecchie continuino a udire il vento,
che fiuti l’aroma del mare che amammo uniti
e che continui a calpestare la sabbia che calpestammo.

Voglio che ciò che amo continui a esser vivo
e te amai e cantai sopra tutte le cose,
per questo continua a fiorire, fiorita,

perché raggiunga tutto ciò che il mio amore ti ordina,
perché la mia ombra passeggi per la tua chioma,

perché così si conosca la ragione del mio canto.

giovedì 18 dicembre 2014

BUON NATALE – Alda Merini


A Natale non si fanno cattivi
pensieri ma chi è solo
lo vorrebbe saltare
questo giorno.
A tutti loro auguro di
vivere un Natale
in compagnia.
Un pensiero lo rivolgo a
tutti quelli che soffrono
per una malattia.
A coloro auguro un
Natale di speranza e di letizia.
Ma quelli che in questo giorno
hanno un posto privilegiato
nel mio cuore
sono i piccoli mocciosi
che vedono il Natale
attraverso le confezioni dei regali.
Agli adulti auguro di esaudire
tutte le loro aspettative.
Per i bambini poveri
auguro che il Natale
porti una famiglia che li adotti
che non vivono nel paese dei balocchi
per farli uscire dalla loro condizione
fatta di miseria e disperazione.
A tutti voi
auguro un Natale con pochi regali
ma con tutti gli ideali realizzati.

Alda Merini


sabato 8 novembre 2014

POICHE' TENTAR NON NUOCE - Roberto Piumini


Non aspettare che ci sia sereno
o cada una tiepida pioggia
o l’orchestra dei fiori
incominci a suonare
o i già muti pesci
tacciano ancor di più.

Fa' che ti basti che cominci il giorno
e che sia fatto chiaro
come pagina bianca
voltata dopo
la nera.

Allora tieni la faccia
più alta che si può
e tenta

poiché tentar non nuoce.



Roberto Piumini, in "Quieto Patato", Roma 1983, p. 33


martedì 4 novembre 2014

domenica 12 ottobre 2014

HO FATTO DEL MIO CUORE LA TUA DIMORA - David Maria Turoldo


Ho fatto del mio cuore
la tua dimora
scambiando l'abbraccio
con il fratello
di qualsiasi colore.

David Maria Turoldo, Il sesto angelo, Mondadori, Milano 1976.

giovedì 18 settembre 2014

MI PIACE IL VERBO SENTIRE – Alda Merini (1931-2009)


Mi piace il verbo sentire..
Sentire il rumore del mare, sentirne l'odore.
Sentire il suono della pioggia che ti bagna le labbra,
sentire una penna che traccia sentimenti su un foglio bianco.
Sentire l'odore di chi ami, sentirne la voce e sentirlo col cuore.
Sentire è il verbo delle emozioni, ci si sdraia sulla schiena del mondo e si sente...


Alda Merini

sabato 2 agosto 2014

PARIGI DORME – Maria Luisa Spaziani (1924-2014)


Parigi dorme. Un enorme silenzio
è sceso ad occupare ogni interstizio
di tegole e di muri. Gatti e uccelli
tacciono. Sono io di sentinella.

Agosto senza clacson. Sopravvivo
unica, forse. Tengo fra le braccia
come Sainte Geneviève la mia città
che spunta dal mantello, in fondo al quadro.
Maria Luisa Spaziani
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