Foto Intestazione di Alberto Gianfranco Baccelli
NEWS
Visualizzazione post con etichetta APERTURA. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta APERTURA. Mostra tutti i post
mercoledì 7 ottobre 2015
IL BUONO DELL'ALTRO - Rabbi Nachman di Braslav
Cercate sempre nell'altro quel che ha di buono.
Concentrate la vostra attenzione sulla parte positiva dell'altro,
rischiaratela e trasformate il peccatore in un sant'uomo.
Rabbi Nachman di Braslav
venerdì 3 luglio 2015
CHE TI SI APRA LA MENTE – Tiziano Terzani
Se tu nasci e cresci
in una città europea, se vai in quelle scuole occidentali dove la prima cosa
che devi fare è competere con il tuo compagno di banco per ridurlo a un
imbecille, così che tu sia il primo della classe, come vuoi poi crescere con
una grande apertura mentale?
Se sei spinto a
studiare non per capire la vita, ma per avere un mestiere, per guadagnare dei
soldi, è molto difficile che ti si apra la mente.
Tiziano Terzani, La
fine è il mio inizio, Longanesi, Milano 2006.
sabato 28 marzo 2015
HO UNA FINESTRA - Adriano Campiello
Ho
una finestra
più
dell’oro
preziosa.
perché
s’apre
su
case
su
boschi
su
monti
da
incanto.
Adriano Campiello
– 28 aprile 1977, “Un grande amore”, Posina (VI) 1983.
venerdì 16 gennaio 2015
L’APERTURA - Adyashanti
Non è tanto il pensiero, ma sono i cinque
sensi che ti danno l'accesso più veloce a quest'apertura verso la tua vera
natura. Ad esempio, se ascolti questo istante per intero, in ogni suo aspetto,
e non solo i suoni che giungono alle orecchie, se senti tutto l'attimo
presente, con tutto te stesso, ti apri ben oltre i confini del tuo piccolo io.
Appare una sensazione particolare nel tuo corpo, e la senti - si estende, si
allarga. Senti la quiete assoluta. Senti gli uccellini. Senti com'è sentire un
suono.
I cinque sensi ti danno accesso immediato,
al di là della realtà virtuale mentale, a qualcosa che non è cercato dalla
mente. È sbalorditivo ciò che accade, quando consenti ai tuoi cinque sensi di
spalancarsi. Ti rendi conto che il novantanove per cento del tuo problema è
dovuto al fatto di relegare, concentrare tutto in una sola direzione, mentre
quando ti apri alla totalità tutto diventa chiarissimo. E se ricominci a
soffrire, è perché i tuoi cinque sensi hanno rinunciato a rivolgersi alla
totalità per concentrarsi su una cosa sola, che causa sofferenza.
Adyashanti, La danza del vuoto
lunedì 12 gennaio 2015
UNO SPAZIO APERTO - Adyashanti
Quando sei aperto, fai la tua esperienza
senza filtri [...]. Non cerchi di proteggerti [...].
Quando doni a te stesso la meravigliosa
possibilità di non affannarti a trovar te stesso in qualche concetto o emozione
particolare, allora l'apertura si dilata a tal punto che la tua identità si
trasforma sempre più in uno spazio aperto, cessando di essere solo un punto di
riferimento mentale, sotto forma di convinzione o di sensazione fisica.
Il punto principale non è sbarazzarsi dei
pensieri o delle emozioni, ma non sentirsi confinati al loro interno.
Niente può disturbare l'apertura. Niente
può disturbare la nostra vera natura. Restiamo turbati soltanto quando ci
chiudiamo, identificandoci con un dato punto di vista, un concetto riguardo a
chi siamo o a chi crediamo di essere; allora ci troviamo in conflitto con
quello che accade.
Basta essere, rimanendo in questo
luogo privo di parole.
Adyashanti, La danza del vuoto, Edizioni Tecniche
Nuove, p. 17-18.
domenica 11 gennaio 2015
LA CASA APERTA – Mahatma Gandhi
Non voglio che la mia casa sia
circondata da mura e che le mie finestre siano sigillate.
Voglio che le culture di tutti i
paesi possano soffiare per la mia casa con la massima libertà.
Ma mi rifiuto di essere cacciato
via da chiunque.
Mahatma
Gandhi
mercoledì 10 dicembre 2014
LA PERSONA CHE APRE – Pierre Durrande
Nessuno di noi può
entrare in se stesso da solo. Entriamo grazie a un aiuto. E questo aiuto non è
essenzialmente una serie di pratiche, è un aiuto personale. Solo una persona
può aprire la porta a un’altra persona. La persona che apre è quella che
accetta di coniugarsi con noi per liberare la nostra fecondità.
Pierre
Durrande, L’arte di educare alla vita, p. 47
venerdì 14 novembre 2014
domenica 9 novembre 2014
mercoledì 3 settembre 2014
ACCOGLIENZA VUOL DIRE... - Andrea Gallo (1928-2013)
Io vedo che, quando allargo le braccia, i muri cadono.
Accoglienza vuol dire costruire dei ponti e non dei muri.
Andrea Gallo, prete di strada
martedì 27 maggio 2014
L’AMICO – Antoine de Saint-Exupéry (1900-1944)
L’amico è innanzi
tutto colui che non giudica. Egli apre la porta al viandante, alle sue
stampelle, al suo bastone deposto in un canto e non gli chiede di danzare per
giudicare la sua danza. E se il viandante parla della primavera oramai
sopraggiunta, l’amico è colui che riceve dentro di sé la primavera. E se egli
racconta l’orrore della carestia nel villaggio dal quale proviene, l’amico
soffre con lui la fame.
Nell'uomo, l’amico è la parte destinata a te e che apre
per te una porta che forse non aprirebbe mai per nessun’altro.
Antoine
de Saint-Exupéry, Citadelle,
1948
tr. Enzo L.Gaya,Cittadella [edizione ridotta], Borla, Roma, 1978
lunedì 10 marzo 2014
BENVENUTI IN OLANDA - Emily Perl Kingsley
Spesso mi è stato
chiesto di descrivere l'esperienza dell'avere un bambino con una disabilità, di
provare ad aiutare a immaginare cosa si prova.
È così. Quando stai per avere un bambino, è come programmare un favoloso viaggio in Italia. Compri una guida sull'Italia e fai dei meravigliosi progetti. Il Colosseo. Il David di Michelangelo. Le gondole a Venezia. Cominci a imparare alcune frasi in italiano. Tutto è molto eccitante.
È così. Quando stai per avere un bambino, è come programmare un favoloso viaggio in Italia. Compri una guida sull'Italia e fai dei meravigliosi progetti. Il Colosseo. Il David di Michelangelo. Le gondole a Venezia. Cominci a imparare alcune frasi in italiano. Tutto è molto eccitante.
Dopo qualche mese di
sogni anticipati, il giorno finalmente arriva. Fai le valigie e parti. Alcune
ore più tardi, l'aereo comincia ad atterrare. Lo steward entra e dice:
"Benvenuti in Olanda".
"Benvenuti in Olanda".
"Olanda?", domandi. "Cosa significa Olanda? Io ho comprato un
biglietto per l'Italia! Io credevo di essere arrivata in Italia! Per tutta la vita ho sognato di andare in Italia!".
"C'è stato un
cambiamento nel piano di volo. Abbiamo optato per l' Olanda e qui devi
stare...".
La cosa importante è che non ti hanno portata in un orribile, disgustoso posto pieno di pestilenza, carestia e malattia. E' solo un posto diverso.
La cosa importante è che non ti hanno portata in un orribile, disgustoso posto pieno di pestilenza, carestia e malattia. E' solo un posto diverso.
Così devi andare a
comprare una nuova guida. E devi imparare alcune frasi in una nuova lingua. E
incontrerai nuovi gruppi di persone che non avresti altrimenti incontrato.
È solo un luogo
diverso. È più calmo e pacifico dell'Italia, meno abbagliante dell'Italia. Ma
dopo che sei lì da un po', prendi confidenza, ti guardi intorno e cominci ad
imparare che l'Olanda ha i mulini a vento e l'Olanda ha i tulipani e l'Olanda
ha Rembrandt.
Però tutti quelli che
conosci sono occupati ad andare e venire dall'Italia e ognuno si vanta di quale
meraviglioso periodo ha trascorso là.
E per il resto della tua vita tu dirai: "Sì, quello era il luogo dove avevo progettato di andare. E ciò che avevo programmato".
E la pena di tutto ciò non se ne andrà mai, mai, mai, mai, perché la perdita dei propri sogni è una perdita molto significativa.
E per il resto della tua vita tu dirai: "Sì, quello era il luogo dove avevo progettato di andare. E ciò che avevo programmato".
E la pena di tutto ciò non se ne andrà mai, mai, mai, mai, perché la perdita dei propri sogni è una perdita molto significativa.
Ma se passerai la
vita a piangerti addosso per il fatto che non sei andato in Italia, non sarai
mai libero di godere delle cose molto, molto speciali e molto amabili
dell'Olanda.
Emily Perl Kingsley, mamma
Milena Portolani,Luigi Vittorio Berliri, E’ Francesca e basta, La Meridiana, Molfetta (Bari) 1998, p. 89-90
mercoledì 26 febbraio 2014
L'ARTE DI NON TAPPARSI LE ORECCHIE - Marcel Prévost (1862-1941)
Supponiamo di avere
scelto il buon maestro; e tuttavia il risultato dell’insegnamento non dipenderà
soltanto da lui. Tanto meno dipenderà da lui, in quanto il maestro avrà
parecchi alunni assieme. La grande maggioranza delle persone, che hanno
imparato con dei maestri, hanno ricevuto quest’insegnamento in comune, in
classi e nei corsi.
Le classi e i corsi
sono il procedimento per il quale, in generale, si stabilisce il rapporto fra
coloro che insegnano e quelli che vogliono imparare. Supponendo che quelli che
insegnano compiano esattamente la loro missione, in qual modo dovrà comportarsi
chi impara per ben profittare dell’insegnamento orale?
Certo, le qualità del
maestro restano efficaci e vi è anche un’arte particolare d’insegnare nello
stesso tempo a parecchi allievi. Ma sull’alunno che si tura le orecchie, il più
meraviglioso insegnamento orale non avrà alcun effetto. Noi studieremo l’arte
di non tapparsi le orecchie o, più genericamente, l’arte di seguire un
insegnamento orale: l’arte d’imparare ascoltando.
Marcel
Prévost,
L’arte dell’imparare, Bari 1931, p. 58-60
passim
lunedì 27 gennaio 2014
16. LE MATERIE DELL’ALTRO MONDO – Anna Chiara Fontana
San
Cristobal de las Casas - Chiapas
C’è spazio anche per
lo yoga, la lettura, la musica, l’inglese, l’informatica e la falegnameria.
Ogni venerdì si fa sport o un’uscita in un museo a scelta dei bambini. Quello
che conta è dare strumenti, non tanto i contenuti che ognuno poi saprà trovare da
solo avendo imparato il metodo.
Mi ha colpito molto
la risposta di Joni a una signora che gli chiedeva se vedeva differenza tra lui
e i suoi amici che frequentano altre scuole. Lui, che ha fatto l’asilo e le
elementari in questa scuola e che è al suo ultimo anno, le ha detto che i suoi
amici di altre scuole gli sembrano dei robot, ossia poco consapevoli e
esecutori di ordini imposti dall’alto.
Forte no? Joni, seppure non abbia molta
voglia di parlare, è sempre contento di ciò che fa e gli piace anche fare corsi
di rinforzo pomeridiani.
sabato 4 gennaio 2014
LA BIMBA AL FREDDO - Anthony De Mello
Per la strada vidi
una ragazzina che tremava di freddo. Aveva un vestitino leggero e ben poca
speranza in un pasto decente.
Mi arrabbiai e dissi
a Dio: “Perché permetti questo? Perché non fai qualcosa?”
Per un po’ Dio non
disse niente. Poi improvvisamente, quella notte mi rispose: “Certo che ho fatto
qualcosa. Ho fatto te”.
Anthony De
Mello,
Il canto degli uccelli. Frammenti di
saggezza nelle grandi religioni
lunedì 30 dicembre 2013
12. NOMI DELL’ALTRO MONDO – Anna Chiara Fontana
San
Cristobal de las Casas - Chiapas
Ichi, Ix: questi nomi
strani non sono i veri nomi dei bambini, infatti il primo giorno c’è stata una
presentazione generale nella quale tutti hanno detto il proprio nome e anche
come vogliono essere chiamati.
Così Nogai ci dice che vuol essere chiamato
“Chile empanizado” ossia peperoncino
impanato e tutti ricordano il suo nome perché ci fa pure tanto ridere; il
giorno successivo è comparso anche un formaggio
impanato visto che Ezras, che non aveva scelto un soprannome, si è fatto
contagiare dalla popolarità del suo compagno.
Giorni dopo alcuni di
questi soprannomi sono caduti in disuso, ma è stato importante aver dato loro
spazio.
Ho scoperto invece un
nome bellissimo, Ixchel, che in maya è la dea della luna.
venerdì 1 novembre 2013
LA SCUOLA FA BENE ALLA DEMOCRAZIA – Giorgio Napolitano
La scuola, in quanto
contribuisce a far crescere una cultura diffusa, fa bene alla democrazia:
grazie all'istruzione e alla cultura si diviene persone più tolleranti, più
aperte, più sensibili a quei valori di solidarietà cui ci richiama con tanta
forza di convinzione e semplicità Papa Francesco.
Anche questa
cerimonia ci ha ricordato che la scuola concorre a renderci cittadini migliori.
Abbiamo potuto costatare ancora una volta quanto la scuola italiana faccia al
di là dell'insegnare le materie obbligatorie: sensibilizza ai temi della
legalità, ai valori costituzionali, a valori come quelli di rispetto
dell'ambiente e del territorio.
La scuola invita alla
correttezza, alla non violenza, al dialogo, all'apertura nei confronti di chi
vive in condizioni lontane dalle nostre, nei confronti di chi è diverso. La
scuola insegna a vivere in società, a vivere in democrazia, a crescere e ad
aprirsi al mondo.
Un'occasione
importante per questa apertura al mondo è data dalla presenza di studenti di
origine immigrata nelle nostre scuole, perché può sollecitare curiosità per
altre vicende storiche e altre realtà, maggiore comprensione per culture e
costumi diversi. La scuola deve lasciar entrare il mondo nelle sue aule.
Voi studenti imparate
fin da giovani a essere generosi e aperti, e innanzitutto consapevoli di quel
che fa dell'Italia un paese straordinario e di quel che ciascuno di noi deve
dare oggi a un'Italia in difficoltà.
Giorgio
Napolitano, Intervento alla cerimonia di inaugurazione
dell'anno scolastico 2013-2014, Roma, 23 settembre 2013
giovedì 19 settembre 2013
NESSUN UOMO E' UN'ISOLA - Paulo Coelho
Il guerriero sa che
nessun uomo è un'isola. Non può lottare da solo. Quale che sia il suo piano,
dipende da altri uomini. Ha bisogno di discutere la sua strategia, di chiedere
aiuto e, nei momenti di riposo, di avere qualcuno a cui raccontare le storie di
battaglia intorno al fuoco.
Ma egli non permette
che gli altri confondano il suo cameratismo con insicurezza. E' trasparente
nelle sue azioni, e segreto nei suoi piani.
Un guerriero della
luce danza con i compagni, ma non attribuisce a nessuno la responsabilità dei
propri passi.
Paulo Coelho,
Manuale del guerriero della luce, p.
71
martedì 10 settembre 2013
36. LE FAVOLE E I DRAGHI - Francesco Callegari
Le favole non dicono ai bambini che i
draghi esistono.
Perché questo i bambini lo sanno
già.
Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti.
Gilbert Keith
Chesterton (1874-1936), Tremendous
Trifles, 1909
“Questo esercizio non mi riesce
proprio”. “Oh no! Ancora in banco con quel compagno”. “E’ sempre più pesante
lavorare con quel collega”. “Le cose con mio marito non vanno per niente bene”.
“In questo Paese non c’è niente che funzioni!”.
Che i draghi esistano, nessuno lo ha mai
messo in dubbio. Li incontriamo ogni giorno: nelle situazioni difficili, nei
compiti faticosi, nelle relazioni problematiche, nelle persone antipatiche, nei
colleghi indisponenti, nella malattia, nelle perdite …
Ma la prima bella notizia è che i draghi
possono essere sconfitti. Certo, bisogna mettersi in gioco, bisogna combattere.
Se impauriti gli voltiamo le spalle, possiamo star certi di venire inceneriti
all’istante: il drago non aspetta altro. “Ah, se in classe avessi altri
compagni o altri professori …”. “Sono proprio questi colleghi che mi
impediscono di lavorare bene”. “Se facessi un altro lavoro, allora sì che
potrei esprimermi al meglio”.
E’ l’atteggiamento di rinuncia a farci
bruciare dal drago.
Il primo passo per vincerlo è allora quello
di riconoscerlo, dargli l’importanza che si merita e fargli sapere che ci
siamo. Dobbiamo fargli capire che conosciamo la sua forza e siamo pronti ad
affrontarlo alla pari. Tutto questo implica un grande lavoro per noi: se
rimaniamo fermi come siamo, non potremo che soccombere. Dobbiamo essere agili
sulle gambe, sempre in guardia e in movimento, dobbiamo essere pronti a
cambiare strategia, armi, tempi. In tutto questo, è chiaro che non dobbiamo
aspettarci che sia il drago a cambiare: la situazione, il compito, il collega, il
compagno, la malattia, la perdita sono quelli e molto probabilmente non cambieranno.
In questo atteggiamento positivo, in questa tensione verso il cambiamento di noi
stessi, e non dell’altro, sta la parte che ci compete, la nostra battaglia.
Affrontare il drago significa allora
prima di tutto conoscere se stessi, avere la consapevolezza di chi siamo e cosa
siamo in grado di fare, saggiare la nostra forza e le nostre potenzialità. E
questa è già una grande sfida.
Ma non saremo soli: fin dall’inizio del
nostro cammino avremo intorno a noi persone che ci indicheranno la strada, che
ci sosterranno con le parole e l’aiuto, che ci daranno forza con le armi
dell’amicizia e dell’affetto. Accogliamo la loro presenza e siamo grati a
questi fidati scudieri, siano essi i nostri insegnanti, i nostri colleghi, i
nostri compagni, i nostri amici…
E’ il primo regalo che l’incontro con il
drago ci fa.
La seconda bella notizia è che ogni
drago custodisce un tesoro. Il drago è messo apposta lì a guardia per difenderlo, ma
anche per consegnarlo al cavaliere che lo merita.
E sarà un tesoro diverso per ciascuno di
noi. Sarà il tesoro che ci serve in quel preciso momento della nostra vita.
Auguro a tutti noi di trovarlo.
Francesco Callegari
12 settembre
2013
sabato 13 aprile 2013
UN VOLTO MAI VISTO PRIMA - Martin Buber (1878-1965)
Nonostante tutte le
somiglianze, ogni situazione della vita è come un bambino appena nato che ha un
nuovo volto, mai visto prima, e che non comparirà mai più. Essa ti richiede quindi
una presa di posizione che non può essere già pronta. Non richiede nulla di ciò
che è già stato. Richiede presenza, responsabilità, richiede te stesso.
E’
questo che chiamo grande carattere, quello che grazie alle sue azioni e ai suoi
atteggiamenti risponde alle richieste della situazione a partire da una
profonda disponibilità, dalla responsabilità di tutta la sua vita.
Martin Buber,
Discorsi sull’educazione, p. 99-100.
Iscriviti a:
Post (Atom)






