Foto Intestazione di Alberto Gianfranco Baccelli

NEWS

Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all'amore, il resto è niente - Giorgio Gaber
Visualizzazione post con etichetta ARTE. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ARTE. Mostra tutti i post

domenica 28 giugno 2015

IL SORRISO DELLA DIVINITA’ – Antoine de Saint Exupery


Ma io scolpirò il futuro come lo scultore che ricava la sua opera dal marmo a colpi di scalpello e fa cadere ad una ad una le schegge che nascondevano il volto della divinità. E altri diranno: ”Quel marmo conteneva questa divinità. Egli l’ha trovata. Il suo atto era un mezzo”.
Ma io dico che egli non calcolava, ma plasmava la pietra. Il sorriso del volto non è formato da una mescolanza di sudore, di scintille di colpi di scalpello e di marmo.
Il sorriso non è della pietra, ma del creatore.
Libera l’uomo ed egli crescerà.
Antoine de Saint Exupery, Cittadella, Borla, Roma 1978


domenica 26 aprile 2015

MICHELLE THOMASSON - Intervista di Franco Battiato



Intervista di Franco Battiato a Michelle Thomasson, moglie di Henri Thomasson (1910-1966), scrittore e mistico francese.

martedì 24 marzo 2015

L’ANONIMATO DELLE OPERE D’ARTE – René Guénon (1886-1951)


Le opere dell’arte tradizionale, ad esempio quella medioevale, sono generalmente anonime, ed è del tutto recente il tentativo, frutto dell’«individualismo» moderno, di attribuire taluni nomi conservati dalla storia a capolavori noti, tentativo che conduce ad «attribuzioni» spesso fortemente ipotetiche.
Questo anonimato è precisamente l’opposto della preoccupazione, costante negli artisti moderni, di affermare e di far conoscere a tutti i costi la propria individualità.

René Guénon, Il Regno della Quantità e i Segni dei Tempi, Parigi 1945, ed. it. Milano 1982, p. 65.

mercoledì 4 marzo 2015

IDOLATRIA – Enzo Bianchi


L’idolo – inteso come «simulacro», «feticcio» – non è la personificazione del dio, e in questo non inganna l’adoratore che è perfettamente consapevole di trovarsi di fronte non al dio in persona bensì a un’opera delle proprie mani, un «manufatto» che egli stesso offre al dio come «immagine visibile» affinché questi acconsenta ad assumerne il volto. Così, chi adora una statua sa benissimo che il dio non coincide con quell’idolo: in essa trova il volto accettato dal divino che sta prima di ogni immagine. In questo senso si può dire che l’esperienza umana del divino precede il volto che quel divino assume in essa, l’elaborazione umana del divino anticipa il volto idolatrico e così l’idolo restituisce all’uomo, sotto la forma del volto di un dio, la sua stessa esperienza del divino. Così quello che emerge a livello di «simulacro», di oggetto, si rivela autentico anche al livello più profondo (o più alto) dell’immagine: l’idolo, che sia esso statua o realtà immateriale o ideologia, non inganna ma fornisce certezze riguardo al divino. Anche quando appare nel suo aspetto terribile, l’idolo è rassicurante perché identifica il divino nel volto di un Dio.


Enzo Bianchi, Lessico della vita interiore, Milano 2004

mercoledì 17 settembre 2014

500 ANNI DI RITRATTI FEMMINILI NELL'ARTE OCCIDENTALE



Raffaello Sanzio, rispondendo a una lettera di Baldassarre Castiglione, affermava che per dipingere la donna ideale – astratta platonicamente dal piano del reale – che offrisse il volto e il corpo più bello del mondo, avrebbe dovuto cogliere il fior da fiore., recuperando piccole parti da una moltitudine di signore. Questo video mettendo insieme, in un montaggio che crea continuità e movimento tra un ritratto femminile e l’altro, cinquecento anni d’arte e bellezza, è meravigliosamente intenso e commovente. Sommando volti e sguardi, creando una continuità da cartoon tra le tele, l’autore ha realizzato un’opera indimenticabile nel quale traspaiono i caratteri dell’eterno femminino: la dolcezza, l’acutezza, la malizie, l’intelligenza. E soprattutto la forza degli occhi.

Fonte: STYLEARTE.IT

domenica 3 agosto 2014

LA MACCHIA GIALLA - Pablo Picasso (1881-1973)


Ci sono pittori che dipingono il sole come una macchia gialla, 
ma ce ne sono altri che, grazie alla loro arte e intelligenza, trasformano una macchia gialla nel sole.

Pablo Picasso

domenica 19 maggio 2013

LA BELLEZZA NELL'ARTE - Erri De Luca




La bellezza è una forza presente dentro la creazione, dentro la natura, è stata messa in contrappeso alla distruzione. Nel Qoelet c'è un verso che dice: “Ogni cosa ha fatto bella in un Suo punto”. Non c'è nessun punto della creazione che non abbia questo grano di bellezza che abbia come spinta contraria la distruzione. Nel verso di una poetessa russa Marina Cvetaeva c'è scritto: “Oltre l'attrazione terrestre, esiste l’attrazione celeste”
Erri De Luca, Intervento a Firenze nel 2011 al Cortile dei gentili

mercoledì 6 febbraio 2013

COME UNA CANDELA ACCESA - Eugen Herrigel (1884-1955)



Come con una candela accesa se ne accende un'altra, così il maestro trasmette lo spirito della vera arte da cuore a cuore perché s'illumini. Se ciò gli è concesso, l'allievo ri-cor-da che più importante di tutte le opere esterne, anche le più affascinanti, è l'opera interiore che egli deve attuare se vuole portare a compimento la sua vocazione.
Eugen Herrigel, Lo zen e il tiro con l’arco, (1948), p. 63

martedì 5 febbraio 2013

L'ALLIEVO GIAPPONESE - Eugen Herrigel (1884-1955)



L'allievo giapponese porta con sé tre cose: buona educazione, appassionato amore per l'arte da lui scelta e venerazione incondizionata del maestro. Fin dai tempi più antichi il rapporto maestro-allievo fa parte dei legami fondamentali della vita e investe perciò il maestro di una grande responsabilità, che va molto al di là dei limiti della sua materia.
All'inizio allo scolaro non si richiede che una coscienziosa imitazione di ciò che il maestro esegue davanti a lui. Alieno da lunghe istruzioni e spiegazioni, questi si limita a brevi cenni e non si aspetta che l'allievo ponga domande. Egli assiste tranquillamente agli incerti tentativi senza ripromettersi autonomia e iniziativa, e ha la pazienza di attendere la crescita e la maturazione.
L'uno e l'altro non hanno fretta, il maestro non spinge e l'allievo non corre.
Eugen Herrigel, Lo zen e il tiro con l’arco, (1948), p. 58

martedì 22 maggio 2012

PER FARE IL RITRATTO D'UN UCCELLO - Jacques Prévert



Per prima cosa dipingere una gabbia
che abbia la porta aperta
quindi dipingere
qualcosa di grazioso
qualcosa che sia semplice
qualcosa che sia bello
qualcosa di utile
per l'uccello
mettere poi la tela contro un albero
in un giardino
in un bosco
o in una foresta
nascondersi dietro quell'albero
senza dire niente
e senza muoversi
talvolta l'uccello arriva svelto
ma può anche metterci anni e anni
prima che si decida
Non scoraggiarsi
aspettare
aspettare se occorre anche per anni
la rapidità o la lentezza dell'arrivo dell'uccello
non ha nulla a che fare
con la riuscita del quadro
Quando l'uccello arriva
se arriva
osservare il silenzio più assoluto
aspettare che l'uccello
entri nella gabbia
e quando l'avrà fatto
richiudere dolcemente la porta col pennello
e poi
cancellare una per una tutte le sbarre
avendo cura di non toccare le piume dell'uccello
Fare a questo punto il ritratto dell'albero
scegliendo il suo ramo più bello
per l'uccello
dipingere allora il fogliame verde e la freschezza del vento
il pulviscolo del sole
il rumore degli insetti nascosti nell'erba
nella calura estiva
Poi aspettare che l'uccello abbia voglia di mettersi a cantare
Ma se non canta
è un gran brutto segno
è segno che il quadro è venuto male
Ma se canta invece è un buon segno
segno che il lavoro va firmato
E quindi voi strapperete
con grande dolcezza a quell'uccello
una sua piuma e scriverete
il vostro nome in un angolo del quadro.


Peindre d'abord une cage
avec une porte ouverte
peindre ensuite
quelque chose de joli
quelque chose de simple
quelque chose de beau
quelque chose d'utile
pour l'oiseau
placer ensuite la toile contre un arbre
dans un jardin
dans un bois
ou dans une forêt
se cacher derrière l'arbre
sans rien dire
sans bouger...
Parfois l'oiseau arrive vite
mais il peut aussi mettre de longues années
avant de se décider
Ne pas se décourager
attendre
attendre s'il le faut pendant des années
la vitesse ou la lenteur de l'arrivée de l'oiseau
n'ayant aucun rapport
avec la réussite du tableau
Quand l'oiseau arrive
s'il arrive
observer le plus profond silence
attendre que l'oiseau entre dans la cage
et quand il est entré
fermer doucement la porte avec le pinceau
puis
effacer un à un tous les barreaux
en ayant soin de ne toucher aucune des plumes de l'oiseau
Faire ensuite le portrait de l'arbre
en choisissant la plus belle de ses branches
pour l'oiseau
peindre aussi le vert feuillage et la fraîcheur du vent
la poussière du soleil
et le bruit des bêtes de l'herbe dans la chaleur de l'été
et puis attendre que l'oiseau se décide à chanter
Si l'oiseau ne chante pas
C'est mauvais signe
signe que le tableau est mauvais
mais s'il chante c'est bon signe
signe que vous pouvez signer
Alors vous arrachez tout doucment
une des plumes de l'oiseau
et vous écrivez votre nom dans un coin du tableau.

Jacques Prévert, Pour faire le portrait d'un oiseau



venerdì 20 aprile 2012

GLI ARTISTI DELL'AVORIO - Luigi Rousselet


Parigi, Musée du Moyen Age 

Tra i mercanti che si presentano al bengalow di Delhi, una categoria merita d’essere trattata con maggiore indulgenza dal touriste: voglio accennare ai miniatori. Questi artisti (alcuni di loro sono veramente degni di questo titolo) fanno sull’avorio delle graziosissime rappresentazioni dei principali monumenti di Delhi e Agra, e i loro prezzi sono comparativamente moderati, perché tali lavori, benché di lavorazione distinta, non trovarono mai gran voga presso i touristes inglesi. Discendenti per la maggior parte dai pittori mantenuti un tempo alla corte de’ Mongoli, hanno conservato per tradizione i ritratti dei principali personaggi di quella dinastia, e li riproducono sotto forma di graziosissime miniature.

Luigi Rousselet, L’Indostan (1864-1868), in "Il giro del mondo. Giornale di viaggi, geografia e costumi" a cura di Edoardo Charton ed Emilio Treves, Nuova serie, vol. VII, F.lli Treves, Milano 1878, p. 158.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...