Foto Intestazione di Alberto Gianfranco Baccelli

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Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all'amore, il resto è niente - Giorgio Gaber
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mercoledì 23 gennaio 2019

A UNA PICCOLA DONNA CHE COMPIE GLI ANNI - F.C.




In questo giorno in cui tutti ti diranno che stai diventando grande, io ti auguro di non diventare mai troppo grande. In questo giorno in cui ti diranno che stai crescendo, io ti auguro di crescere nel modo più bello e importante, quello del cuore.

Ti auguro di mantenere gli occhi limpidi per poter vedere sempre la luce, piccola o grande, che alberga in ogni persona che incontri.

Ti auguro di saper mantenere sempre la tua mano leggera per accarezzare delicatamente le gioie o le sofferenze di chi ti passa accanto.

Ti auguro di non dover essere mai sola e ti auguro di trovare nella tua vita persone che ti vogliano bene per quello che sei, senza volerti cambiare. Riconosci queste persone e abbine cura: non saranno tante.

Ti auguro di avere sempre un occhio rivolto dentro di te, per scoprire quali sono i tuoi bisogni e le tue emozioni, e allo stesso tempo di avere l’altro occhio rivolto agli altri, per essere sempre attenta ai bisogni e ai sentimenti di chi incontri nella tua vita. È proprio per questo che di occhi ne hai due.

Ti auguro di poter sempre essere sincera e di non avere mai bisogno di nascondere la verità soprattutto alle persone che ti amano.

Ti auguro di vivere ogni giorno la vita come un dono meraviglioso che l’universo ti fa, anche se non sempre capirai questo dono e magari tu ne avresti voluto uno diverso. Fidati, l’universo sa quello che fa ed è più saggio di noi anche se talvolta potrà farci soffrire.

Ti auguro di avere sempre il coraggio di salire sulla mongolfiera perché solo dall’alto ti sarà possibile vedere le cose nella loro giusta proporzione e le persone nelle loro vere relazioni.

Ti auguro che la tua viva intelligenza sia sempre a servizio di un cuore pronto ad amare. Ti auguro di essere capace di non prenderti mai troppo sul serio e di saper ridere di te stessa.

Ti auguro di essere sempre così radiosa da portare il sole in ogni stanza in cui entri. Di essere sempre così vera e bella dentro da portare la gioia in ogni persona che ti incontri.

Ti auguro di essere sempre te stessa e di lavorare ogni giorno per diventare il meglio di quello che sei. 

Francesco Callegari

sabato 14 aprile 2018

UN ATTRAVERSAMENTO DI FORZE – Giovanna Ferrari



La vita, prima di essere un atto della ragione, è un attraversamento di forze.
Un evento, prima di essere ragionato, va sentito.
La ragione, come ariete per l'accettazione, sta solo dietro le mura di cinta della propria anima, a difesa dalla morte.
Si possono tenere gli occhi aperti per essere guardinghi, ma presto si diventa miopi.
Per guardare la vita, lo sguardo va diretto faccia a faccia con la nostra interiorità.
Lì incontreremo tutti quelli che abbiamo conosciuto e nessuno ci sarà nemico.

Giovanna Ferrari

lunedì 25 dicembre 2017

martedì 30 maggio 2017

HO IMPARATO – Maya Angelou (1928-2014)




Ho imparato che qualsiasi cosa accada, o per quanto l’oggi sembri insopportabilmente brutto, la vita va sempre avanti e il domani sarà migliore.

Ho imparato che si può capire molto di una persona dalla maniera in cui affronta queste tre cose: una giornata piovosa, la perdita del bagaglio, l’intrico delle luci dell’albero di Natale.

Ho imparato, indipendentemente dal rapporto che abbiamo coi nostri genitori, che ci mancheranno quando saranno usciti dalla nostra vita.

Ho imparato che il semplice sopravvivere è diverso da vivere.

Ho imparato che la vita qualche volta consente una seconda chance.

Ho imparato che non si può affrontare la vita con i guantoni da baseball su entrambe le mani: si ha sempre bisogno di gettare qualcosa dietro le spalle.

Ho imparato che ogni volta che prendo una decisione col cuore, generalmente faccio la scelta giusta.

Ho imparato che anche quando ho delle sofferenze non devo essere una sofferenza.

Ho imparato che ogni giorno si dovrebbe uscire ed avere contatti con qualcuno.

Ho imparato che le persone gradiscono molto un abbraccio, o anche semplicemente una pacca sulle spalle.

Ho imparato che ho ancora molto da imparare.

Ho imparato che le persone dimenticheranno quanto hai detto, dimenticheranno quanto hai fatto, ma non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire.



Maya Angelou

venerdì 10 febbraio 2017

VERSO UN’ALTRA STORIA - Robert H. Hopcke



                                                                 disegno di Marie Cardouat

Abbiamo riconosciuto nel tentativo di dirigere e controllare la propria esistenza una tendenza tipica degli esseri umani, quasi che decidere consciamente quale storia vivere e fare tutto il possibile, a prescindere dalle conseguenze, perché le cose vadano proprio così, sia il migliore o l’unico modo per ottenere la felicità e sentirsi realizzati.
Evidentemente, parte della meraviglia suscitata dagli eventi sincronistici risiede nella capacità di ribaltare simili aspettative.
Per puro caso, senza l’esercizio della nostra volontà, accadono a volte certi eventi che ci mostrano come le nostre vite possano seguire una traccia narrativa del tutto diversa, come la storia che ci siamo inventati per noi potrebbe benissimo non essere la nostra, e come soltanto la disponibilità a riconsiderare l’intreccio ci consentirà di utilizzare a nostro vantaggio una coincidenza significativa.
Robert H. Hopcke, Nulla succede per caso, Milano 2003, p. 61-62.


giovedì 9 febbraio 2017

LA SORGENTE DELLE NOSTRE STORIE - Robert H. Hopcke

                                                               disegno di Marie Cardouat

La sincronicità richiede che si affermino le proprie sensazioni come modalità cruciale dell’esperienza di vita, che le si consideri importanti quanto i pensieri e in determinate situazioni anche di più.
Le sensazioni che proviamo sono la sorgente delle nostre storie e nel contempo la forza che muove l’intreccio.
Robert H. Hopcke, Nulla succede per caso, Milano 2003, p. 38-39.


lunedì 6 febbraio 2017

IL MONDO COME CAMPO UNIFICATO - Robert H. Hopcke

                                                                 disegno di Marie Cardouat

Gli eventi sincronistici ci spingono ad adottare una visione del mondo come campo unificato, in cui le esperienze e le azioni del singolo sono fondamentalmente collegate a esperienze e azioni di altri.
Robert H. Hopcke, Nulla succede per caso, Milano 2003, p. 33.


sabato 4 febbraio 2017

UN MODO DIVERSO DI PENSARE - Robert H. Hopcke

                                                                disegno di Marie Cardouat

Eppure il contatto con persone di cultura non europea rivela l’esistenza di altri modi di pensare o di essere nel mondo. Gli indiani americani o i popoli appartenenti a culture asiatiche tradizionali (come i cinesi o i tibetani), considerandosi una semplice parte di una più vasta unità in cui tutte le esistenze sono collegate tra loro, percepiscono le loro azioni in maniera radicalmente diversa: non si ritengono individui che agiscono su un mondo separato e oggettivo, ma parti di una ragnatela di interazioni soggettive.
Per agire efficacemente all’interno di queste culture si richiede dunque la capacità di scegliere il momento più adatto, di analizzare il proprio atteggiamento, di sollecitare e di utilizzare il sostegno della comunità di appartenenza, e di comprendere, se possibile, la volontà divina. In esse sopravvive l’usanza di consultare le stelle o di recarsi dall’anziana del villaggio prima di compiere un passo decisivo; agire, seconda tale concezione, comporta un procedere umile e prudente.
Un simile modo di pensare, per cui l’esperienza individuale e soggettiva dell’interazione con il mondo è più importante del dominio individuale sull’ambiente ottenuto in base alla legge di causa ed effetto, determina uno stile di vita che “incorpora” senza sforzi le situazioni in cui il caso è significativo.
Robert H. Hopcke, Nulla succede per caso, Milano 2003, p. 32.


venerdì 3 febbraio 2017

GLI EVENTI ACAUSALI - Robert H. Hopcke

                                                              disegno di Marie Cardouat

Un modo diverso di pensare, in particolare secondo l’approccio che ci viene offerto dalla sincronicità, consente invece di fare i conti con la possibilità che eventi casuali siano significativi e non semplicemente privi di significato.
Quest’idea può rivelarsi un brutto colpo per il nostro io poiché mette in dubbio la sensazione di potere e di controllo assoluto che noi tutti creiamo per noi stessi.
La possibilità che accadano a noi eventi acausali, incontrollabili e in grado di avere effetti profondi, suscita una certa ansia. Come sostiene Marie-Louise von Franz, collaboratrice di Jung, “è il caso il nemico, il caso va eliminato…”; questa formulazione sintetica ben descrive l’atteggiamento generale sul ruolo degli eventi acausali nella vita di ciascuno di noi.
Robert H. Hopcke, Nulla succede per caso, Milano 2003, p. 31-32.


giovedì 2 febbraio 2017

L’ILLUSIONE DEL CONTROLLO - Robert H. Hopcke

                                                                 disegno di Marie Cardouat
La sincronicità ci costringe a liberarci della tirannia inconscia di un pensiero fondato sul principio di causa ed effetto. Perché mai, ci si potrebbe chiedere, abbiamo così radicata una visione dell’esistenza come catena di azioni e reazioni? Che vantaggio possiamo trarre dal credere che ogni legame dipenda necessariamente da rapporti di causa ed effetto?
Ritengo che il pensiero causale ci dia l’illusione di avere un potere assoluto su ciò che ci circonda e rafforzi in noi la sensazione di controllare il nostro destino, fornendo una visione piuttosto lusinghiera del nostro io. Il pensare in termini di causa ed effetto ci consente infatti di sentirci in grado di controllare la situazione, di staccarci dal mondo “esterno” e di agire su di esso.
Secondo questa prospettiva, a limitarci sono soltanto le conseguenze delle nostre azioni, ma se le accettiamo saremo in grado di agire, e anche liberamente.
Robert H. Hopcke, Nulla succede per caso, Milano 2003, p. 31.


mercoledì 1 febbraio 2017

GLI EVENTI SINCRONISTICI - Robert H. Hopcke

                                                                                 disegno di Marie Cardouat

In primo luogo, essi sono collegati in modo acausale, e non grazie a una catena di cause ed effetti in cui un individuo possa riconoscere il frutto di una decisione intenzionale.
In secondo luogo, il loro verificarsi è sempre accompagnato da una profonda esperienza emotiva che di solito si manifesta contemporaneamente all’evento.
In terzo luogo, il contenuto dell’esperienza sincronistica, ciò che l’evento è, ha un carattere invariabilmente simbolico che è quasi sempre, come ho scoperto, legato al
quarto aspetto: queste coincidenze si verificano in concomitanza con cambiamenti di vita importanti. Molto spesso un evento sincronistico segna una svolta nelle storie della nostra esistenza.
Robert H. Hopcke, Nulla succede per caso, Milano 2003, p. 27.


martedì 31 gennaio 2017

PERSONAGGI IN UNA STORIA? - Robert H. Hopcke

disegno di Marie Cardouat
E se io, o voi, fossimo personaggi in una storia? E se quella che percepiamo come la nostra esistenza fosse in realtà un’opera di narrativa? Che ne sappiamo? E come potremmo saperlo? Supponendo che la storia sia coerente, e che i personaggi e la loro vita abbiano un senso, come potrebbe un personaggio di una storia sapere di essere in una storia?
Robert H. Hopcke, Nulla succede per caso, Milano 2003, p. 4


lunedì 30 gennaio 2017

NULLA SUCCEDE PER CASO – Robert H. Hopcke


A tutti prima o poi capita di vivere una coincidenza incredibile capace di modificare almeno in parte il corso dell’esistenza: sono quelli che Jung chiama “eventi sincronistici”, fenomeni in grado di cambiare l’immagine che abbiamo di noi stessi, il nostro modo di vedere il mondo, di aprirci nuove prospettive.
Imparando a considerare la nostra vita un racconto dotato di coerenza interna, dove niente succede senza ragione, potremo imparare a sfruttare le coincidenze per comprendere meglio noi stessi e per dare alla nostra esistenza maggiore pienezza.
Robert H. Hopcke, Nulla succede per caso, Milano 2003


giovedì 20 ottobre 2016

IL SENTIRE NEL QUI E ORA - Marshall B. Rosenberg (1934-2015)

La maggior parte delle persone non sa come parlare della vita che è in loro, dei sentimenti e bisogni presenti, confondono la comprensione intellettuale con l’empatia e non capiscono la differenza. Se una persona è arrabbiata con me in questo momento, può essere perché io assomiglio a suo padre, ma per aiutare questa persona a guarire, non è necessario che io ascolti tutta la storia di come il padre ha trattato male la figlia! Se riusciamo a mettere l’attenzione su quello che la persona sente verso di me in quel momento, credo che contribuiremo molto di più alla guarigione.
Marshall B. Rosenberg, Comunicazione e potere, Edizioni Esserci, Reggio Emilia 2010, p. 89-90


giovedì 6 ottobre 2016

L’ULTIMO ATTO SULLA TERRA - Carlos Castaneda (1925-1998)


“Gli atti hanno potere”, disse. “Specialmente quando la persona che agisce sa che quegli atti sono la sua ultima battaglia. C’è una strana e struggente felicità nell’agire sapendo perfettamente che tutto quello che si fa può essere l’ultimo atto sulla terra. Ti raccomando di riconsiderare la tua vita e forse i tuoi atti in questa luce”.
Carlos Castaneda, Viaggio a Ixtlan. Le lezioni di don Juan, Astrolabio, Roma 1973, 86.


lunedì 16 maggio 2016

EDUCAZIONE CHE ARRICCHISCE LA VITA – Marshall B. Rosenberg (1934-2015)


Parlavo con un ragazzino di nove anni. Aveva appena finito una pagina di addizioni e mi accorsi che sommando nove e sei aveva ottenuto quattordici. Così gli dissi: “Sono confuso su come hai ottenuto questo risultato. A me ne viene uno diverso. Vorrei che mi mostrassi come hai ottenuto quattordici”.
Quello che avevo detto era vero. Ero confuso su come aveva potuto ottenere quattordici. Forse aveva inventato un nuovo tipo di matematica, che magari mi sarebbe piaciuta di più di quella che conoscevo. Comunque, ero confuso su come aveva ottenuto il suo risultato, e glielo dissi.
Il ragazzino cominciò a piangere.
Io chiesi: “Ehi, cosa c’è?”
Lui rispose: “Ho sbagliato”.
Agli in insegnanti bastò vedere questo. Il ragazzino aveva già imparato, in terza elementare, che a scuola quello che conta è soltanto il modo in cui sei valutato dagli altri. Aveva sentito la parola “sbagliato” senza che io nemmeno la pronunciassi. Non solo aveva sentito la parola “sbagliato”, ma la sua reazione comunicava che si vergognava di avere “sbagliato”. Probabilmente, associava la parola “sbagliare ad altri giudizi dolorosi, come “essere stupidi” e a conseguenze forti, come l’essere escluso da un gruppo.
Vediamo che, in questo modo, gli studenti imparano presto che la parte più importante della formazione non è sviluppare capacità per arriche la vita, ma conseguire giudizi positivi ed evitare giudizi negativi.

Marshall B. Rosenberg, Educazione che arricchisce la vita, Edizioni Esserci, Reggio Emilia 2005, p. 36-37

venerdì 13 maggio 2016

NON ASCOLTATE MAI CIO’ CHE GLI ALTRI PENSANO DI VOI - Marshall B. Rosenberg (1934-2015)


Vi do un consiglio: non ascoltate mai, mai e poi mai, quello che gli altri pensano di voi.
Prevedo che vivrete più a lungo e godrete la vita molto di più se non ascolterete mai ciò che le persone pensano di voi e non prenderete mai le cose personalmente.
Vi consiglio invece di imparare a connettervi empaticamente con qualsiasi messaggio che vi arriva dagli altri.
Marshall B. Rosenberg, Spiritualità pratica, Edizioni Esserci, Reggio Emilia 2007, p. 34


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