Foto Intestazione di Alberto Gianfranco Baccelli

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Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all'amore, il resto è niente - Giorgio Gaber

domenica 2 dicembre 2012

LA PIANTA FIORITA - Raffaele Morelli



C'era una pianta rigogliosa, che si espandeva verso il cielo con i suoi grandi rami e le sue foglie verdi come smeraldo: tutti venivano a guardarla, ad ammirarla.
Faceva un’ombra magnifica e i visitatori del parco si rifugiavano nelle giornate afose sotto le sue fronde.
Tutti le erano riconoscenti per questo e la pianta si era abituata alle parole di gratitudine della gente. Aveva trovato il suo posto nel parco e quindi nel mondo: donava freschezza, pace, serenità a coloro che si affidavano alla sua ombra ristoratrice. Si sentiva apprezzata, appagata, contenta e anche buona e generosa.
La gratificazione del mondo esterno, i complimenti delle persone bastavano alla pianta, quella era davvero la vita che voleva: non poteva desiderare niente di più.
Si può immaginare lo sgomento della pianta, quando cominciò a percepire la presenza di piccole escrescenze sui suoi rami: venivano dal profondo del suo essere, ma non c'entravano niente con lei, con il suo mondo, con i suoi rami, con le sue foglie larghe e bellissime. Era malata? Alla pianta accadevano altre cose strane, mai successe prima.
Da tutte le parti arrivavano su quelle escrescenze sciami di insetti, pollini e un profumo mai sentito penetrava il suo spazio vitale. "Che cos'è quest'odore?" si domandava. "Quale essere è entrato dentro di me, chi sta invadendo il mio mondo?"
Un disagio che la sconvolgeva sino alle radici. Non si sentiva più padrona di se stessa, della sua vita, e non le importava più nulla delle persone che andavano a riposarsi e a rifocillarsi alla sua ombra. Quei bubboni proprio non li sopportava, li riteneva estranei alla sua vita, alla sua essenza. Che cosa stava accadendo?
Fioriva e non lo sapeva. Lottava contro la forza creativa che la abitava e che la stava facendo germogliare. Combatteva come un nemico il centro di se stessa, l'aroma, la fragranza, la bellezza della sua anima, del suo modo unico di essere nel mondo.
Combatteva con tutte le sue forze l'unica cosa che conta nella vita: fiorire.
Raffaele Morelli, L’unica cosa che conta, Milano 2010, p. 9-10
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