Foto Intestazione di Alberto Gianfranco Baccelli

NEWS

Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all'amore, il resto è niente - Giorgio Gaber

domenica 17 giugno 2018

CIO’ IN CUI CREDI SARA’ IL TUO DESTINO – Mahatma Gandhi




Le tue credenze diventano i tuoi pensieri.

I tuoi pensieri diventano le tue parole.

Le tue parole diventano le tue azioni.

Le tue azioni diventano le tue abitudini.

Le tue abitudini diventano i tuoi valori.

I tuoi valori diventano il tuo destino.


Mahatma Gandhi

giovedì 14 giugno 2018

QUESTO E’ EDUCARE – Papa Francesco



Bisogna educarsi a esercitare insieme i tre linguaggi: della testa, del cuore e delle mani. Bisogna cioè imparare a pensare bene, a sentire bene e a lavorare bene.
È importante questo - i tre linguaggi - perché noi abbiamo ereditato dall’illuminismo questa idea - non sana - che l’educazione è riempire di concetti la testa. E quanto più sai, sarai migliore. No. L’educazione deve toccare la testa, il cuore e le mani.
Educare a pensare bene, non solo a imparare concetti, ma a pensare bene; educare a sentire bene; educare a fare bene. In modo che questi tre linguaggi siano interconnessi: che tu pensi quello che senti e fai, tu senti quello che pensi e fai, tu fai quello che senti e pensi, in unità.
Questo è educare.

Papa Francesco, Incontro con la Comunità del Movimento dei Focolari a Loppiano, 10 maggio 2018

domenica 3 giugno 2018

L’ACCETTAZIONE ALL’OTTAVA BASSA




Chi fa un lavoro su di sé, sa che esistono due «ottave» di qualsiasi concetto e di qualsiasi emozione. Per esempio, esiste l’amore all’ottava bassa, che proviene dai centri inferiori e implica possesso e sofferenza, e poi c’è l’amore all’ottava alta, che proviene dai centri superiori e implica un cuore aperto e una comunione animica.
Medesimo discorso può esser fatto per il concetto di accettazione. Spesso si confonde l’accettazione all’ottava alta (non oppongo resistenza interiore a ciò che avviene, non giudico l’evento o la persona, vivo nel flusso) con l’accettazione all’ottava bassa (qualunque cosa succeda mi deve andar bene per forza, perché io sono un essere spirituale e gli esseri spirituali si comportano così).
La differenza consiste nel fatto che l’ottava alta implica sempre la capacità di cogliere l’evento da un punto di vista animico, non mentale, ossia al di là delle apparenze, per cui le nostre reazioni saranno una conseguenza spontanea di questa nuova visione. Il fatto di accettare qualcosa nel proprio cuore, non implica però che il nostro atteggiamento debba essere fatalista o che non possiamo mandare a stendere qualcuno. L’accettazione non è sinonimo di rassegnazione e passività; questa è "l'idea dell'accettazione", non la sua realizzazione effettiva. In altre parole, non mi lascio rubare il portafogli solo perché “io sono nell’accettazione totale”.
Il mio invito di oggi è a osservare quando state veramente accettando qualcuno o qualcosa e quando invece state recitando la parte della persona spirituale. Niente paura, fra un estremo e l’altro... c’è tutto il lavoro su di sé che intanto procede.
Salvatore Brizzi

sabato 5 maggio 2018

LA GENTE NON SA CHE COSA E’ L’UOMO - Piotr Demianovich Ouspensky



La gente non sa che cosa è l'uomo. Si trova alle prese con una macchina molto complicata, molto più complicata di una locomotiva, di un'auto o di un aereo, ma non sa nulla o quasi nulla della struttura, della marcia e delle possibilità di questa macchina; non capisce neppure le sue più semplici funzioni perché non conosce lo scopo di queste funzioni. Immagina vagamente che un uomo dovrebbe imparare a guidare la sua macchina, come deve imparare a guidare una locomotiva, un'auto o un aereo, e che una manovra incompetente della macchina umana, è altrettanto pericolosa di una manovra incompetente di qualsiasi altra macchina. Tutti se ne rendono conto quando si tratta di un aereo, di un'auto o di una locomotiva. Ma è molto raro che si prenda la cosa in considerazione quando si tratta dell'uomo in generale o di se stessi in particolare. Si crede giusto e legittimo pensare che la natura abbia dato all'uomo la conoscenza necessaria della propria macchina; tuttavia si converrà che una conoscenza istintiva di questa macchina è lungi dall'essere sufficiente. Perché gli uomini studiano la medicina e ricorrono ai suoi servizi? Evidentemente perché si rendono conto di non conoscere la propria macchina. Ma non sospettano che potrebbero conoscerla molto meglio di quanto fa la scienza e che potrebbero allora ottenerne un lavoro completamente differente.
P. D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Roma 1976, p. 68


giovedì 3 maggio 2018

LA FATICA DELLA CONOSCENZA - Piotr Demianovich Ouspensky



L'acquisizione o la trasmissione della vera conoscenza esige grande fatica e grandi sforzi, sia da parte di chi riceve che da parte di chi dà.
Coloro che possiedono questa conoscenza fanno tutto ciò che possono per trasmetterla e comunicarla al più gran numero possibile di uomini, per aiutarli ad avvicinarsi ad essa e renderli capaci di prepararsi a ricevere la verità. Ma la conoscenza non può essere data con la forza a coloro che non la vogliono. […] La conoscenza non può venire agli uomini senza che essi facciano degli sforzi.
P. D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Roma 1976, p. 47


martedì 1 maggio 2018

TUTTE LE COSE SONO COLLEGATE - Piotr Demianovich Ouspensky



Cercate di, capire quel che dico: tutto dipende da tutto, tutte le cose sono collegate, non vi è niente di separato. Tutti gli avvenimenti seguono dunque il solo cammino che possono prendere. Se le persone potessero cambiare, tutto potrebbe cambiare. Ma esse sono quelle che sono, e di conseguenza le cose, anche esse sono quelle che sono.
P. D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Roma 1976, p. 28


domenica 29 aprile 2018

NELL’UNICO MODO POSSIBILE - Piotr Demianovich Ouspensky



Alla gente sembra sempre che gli altri non facciano nulla come si dovrebbe, che gli altri facciano tutto sbagliato. Invariabilmente ognuno pensa che lui potrebbe fare meglio. Nessuno comprende né vuol comprendere che ciò che viene fatto attualmente in un certo modo — e soprattutto ciò che è stato già fatto — non poteva essere fatto altrimenti. Avete notato come parlano tutti della guerra? Ognuno ha il proprio piano, la propria teoria. Ognuno è del parere che niente viene fatto come si dovrebbe. In verità però, tutto viene fatto nell'unico modo possibile.
P. D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Roma 1976, p. 27-28


sabato 28 aprile 2018

TUTTO ACCADE – Piotr Demianovich Ouspensky




La suprema illusione dell'uomo è la sua convinzione di poter fare. Tutti pensano di poter fare, vogliono fare, e la loro prima domanda riguarda sempre ciò che dovranno fare. Ma a dire il vero, nessuno fa qualcosa e nessuno può fare qualcosa. Questa è la prima cosa che bisogna capire. Tutto accade. Tutto ciò che sopravviene nella vita di un uomo, tutto ciò che si fa attraverso di lui, tutto ciò che viene da lui — tutto questo accade. E questo capita allo stesso modo come la pioggia cade perché la temperatura si è modificata nelle regioni superiori dell'atmosfera, come la neve fonde sotto i raggi del sole, come la polvere si solleva con il vento.

P. D. Ouspensky, Frammenti di un insegnamento sconosciuto, Roma 1976, p. 27


mercoledì 25 aprile 2018

APPARTENENZA – Giovanna Ferrari



Nessuno ci appartiene, eppure è il senso di appartenenza che ci fa sentire vivi.
Per non appartenere, ma sentire appagato quel bisogno, bastano alcuni indizi.
Sentirsi in pace tra le braccia di chi è presente a se stesso e a te.
Poter stare in silenzio e percepire piena intimità.
Poter parlare senza paura di ferire.
Avere fiducia nella libertà dei sentimenti.
Perché è nella libertà che non si perde nessuno.

Giovanna Ferrari


venerdì 20 aprile 2018

CON LEGGEREZZA, IN PUNTA DI PIEDI - Aldous Huxley




Con leggerezza, bimba, con leggerezza. Devi imparare a fare ogni cosa con leggerezza. Pensa con leggerezza, agisci con leggerezza, senti con leggerezza. Sì, senti con leggerezza, anche quando stai sentendo profondamente. Lascia che le cose accadano con leggerezza, e con leggerezza affrontale.
[…]
Getta via, dunque, tutto il tuo bagaglio e procedi. Ci sono sabbie mobili tutto intorno a te, che ti risucchiano i piedi, che cercano di inghiottirti nella paura, nell’autocompatimento, nella disperazione. Ecco perché devi camminare con tanta leggerezza. Con leggerezza, tesoro mio. In punta di piedi, e senza bagagli; senza neppure la borsa per la spugna. Completamente libera…

Aldous Huxley, L’isola

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