Foto Intestazione di Alberto Gianfranco Baccelli

NEWS

Non insegnate ai bambini, ma coltivate voi stessi il cuore e la mente, stategli sempre vicini, date fiducia all'amore, il resto è niente - Giorgio Gaber

martedì 27 settembre 2016

ACCETTARE SENZA CONDIZIONI – Marshall B. Rosenberg (1934-2015)


Un amore incondizionato non significa che ci devono piacere tutte le cose che fanno gli altri. Io credo che dimostriamo questo amore incondizionato nel modo in cui trattiamo le persone quando non fanno quello che noi vorremmo.
Marshall B. Rosenberg, Comunicazione e potere, Edizioni Esserci, Reggio Emilia 2010, p. 65


lunedì 26 settembre 2016

L’ACCETTAZIONE – Christophe André


Nella pratica, l’accettazione consiste nel dire mentalmente sì a qualcuno che è in disaccordo con noi; non sì alle sue argomentazioni (“Sì, ha ragione”), ma sì, invece, all’esistenza delle sue argomentazioni e del suo disaccordo (“Sì, vedo che non è d’accordo”), continuando ad ascoltare per capire, prima di contraddire.
Significa dire sì alla sconfitta, senza però sottomettersi; sì alle avversità, perché ci sono, ma senza abbassare la testa. Accettare vuol dire prendere il tempo necessario per esaminare ciò che accade; il tempo di respirare, in modo da capire e sentire, prima di decidere cosa fare.
L’accettazione non è mai al posto dell’azione, ma prima: prima di scegliere l’azione adeguata. La vera scelta. Senza accettazione avremmo solo azioni impulsive, che ci indurrebbero a muoverci sempre nello stesso modo, nella stessa direzione.
Che rapporto ha tutto ciò con la felicità? E’ semplice: l’accettazione ci libera da molti conflitti inutili. Conflitti contro il mondo fuori di noi, che ci sfiniscono, in cui faremmo meglio a mollare la presa; e conflitti dentro di noi, perché cercare di opporsi al reale (“No, non è possibile!”, “No, non è vero!”, “Forse è solo un brutto sogno!”) non fa che logorarci.
Christophe André, E non dimenticarti di essere felice. Esercizi di psicologia positiva, Mondadori, Milano 2015, p. 26-27


sabato 24 settembre 2016

IL TERZO DESIDERIO - Anthony De Mello (1931-1987)


C'è una bellissima storia di un uomo che importunava sempre Dio con richieste di ogni genere. Un giorno Dio sbottò: “Basta! Sono stufo! Ti concedo solo tre richieste. Dopo avertele esaudite, non ti darò più nulla. Su, presentami le tue tre richieste”.
L'uomo rimase esterrefatto e chiese: “Posso chiederti qualunque cosa?”.
E Dio: “Sì!, ma solo tre richieste e basta!”.
Allora l'uomo cominciò a dire: “Sai, Signore, ho un po' di vergogna, ma mi piacerebbe liberarmi di mia moglie: è una stupida e sta sempre a... tu lo sai, Signore! È insopportabile. Non riesco a vivere con lei. Mi potrei liberare di lei?”.
Va bene - disse Dio - il tuo desiderio sarà soddisfatto”. E sua moglie morì. Quando i parenti e gli amici vennero al funerale e cominciarono a pregare per la morta, all'improvviso l'uomo rientrò in sé ed esclamò: “Mio Dio, avevo una moglie fantastica e non l'apprezzavo quando era in vita”. Allora si sentì molto male, corse incontro a Dio e gli chiese: “Riportamela in vita, Signore”.
Dio rispose: “Va bene; il tuo secondo desiderio sarà accolto”.
Ora gli rimaneva un solo desiderio. Pensò: “Cosa devo chiedere?”. Chiese un parere agli amici. Alcuni gli consigliarono: “Chiedi dei soldi. Con il denaro puoi avere quello che vuoi”. Altri: “A cosa ti serve il denaro se non hai la salute?”. Un altro amico gli disse: “A cosa ti serve la salute se un giorno morirai? Chiedi l'immortalità!”. Il pover'uomo non sapeva più cosa chiedere, perché altri dicevano: “A cosa serve l'immortalità se non hai nessuno da amare? Chiedi l'amore”. Allora si mise a pensare, a pensare... e non riuscì ad arrivare ad alcuna conclusione, non riusciva a sapere cosa voleva.
Trascorsero cinque... dieci anni...
Un giorno, Dio gli domandò: “Quando pensi di presentarmi la tua terza richiesta?”.
E il pover'uomo disse: “Signore, sono tutto confuso, non so cosa chiedere! Potresti suggerirmi tu cosa devo chiedere?”.
Dio rise quando sentì questo e disse: “Va bene, te lo dico io cosa devi chiedere. Chiedi di essere felice, qualunque cosa possa capitarti. Qui sta il segreto!”.
Anthony De Mello, Istruzioni di volo per aquile e polli, Piemme, Milano 1996, p. 27-28.


venerdì 23 settembre 2016

I LIBRI SONO COME LA VITA - Joel Dicker


I libri sono come la vita, non finiscono mai del tutto. Alla fine, il lettore deve sentirsi pervaso da un'emozione potente: per un istante deve pensare soltanto a tutte le cose che ha appena letto, riguardare la copertina e sorridere con una punta di tristezza, perché sente che quei personaggi gli mancheranno. Un bel libro è un libro che dispiace di avere finito.

Joel Dicker, La verità sul caso Harry Quebert

giovedì 22 settembre 2016

I LIBRI DI LISA


1) Cuore (Edmondo De Amicis)
2) Il Piccolo principe (Antoine de Saint-Exupéry)
3) Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare (Luis Sepúlveda)
4) I Malavoglia (Giovanni Verga)
5) Il Piacere (Gabriele D'Annunzio)
6) La Medea (Euripide)
7) Veronika decide di morire (Paulo Coelho)
8) L'amore ai tempi del colera (Gabriel Garcia Marquez)
9) Non ti muovere (Margaret Mazzantini)
10) L'insostenibile leggerezza dell'essere (Milan Kundera)
11) Così è se vi pare (Luigi Pirandello)
12) Il ritratto di Dorian Gray (Oscar Wilde)
13) Questa storia (Alessandro Baricco)
14) Il mondo salvato dai ragazzini (Elsa Morante)
15) Il diario di Etty Hilliseum
16) Lettere a un giovane poeta (Rainer M. Rilke)
17) Il giorno prima della felicità (Erri De Luca)
18) Il Profeta (Khalil Gibran)
19) La banalità del male (Hannah Arendt)
20) Che tu sia per me il coltello (David Grossman)

Questi sono i libri che hanno accompagnato la vita di Lisa.
Quali sono stati i libri che hanno accompagnato la tua vita?
Se mi mandi l’elenco per mail oppure attraverso la finestra di dialogo “Scrivi a Diapason 2.0”, lo pubblicherò e servirà come suggerimento di lettura per tutti.

Grazie.

mercoledì 21 settembre 2016

QUANDO MANGIO, MANGIO - Anthony De Mello (1931-1987)


A un famoso guru, che aveva avuto il dono dell'illuminazione, i suoi discepoli chiesero: “Maestro, la tua illuminazione cosa ha provocato in te? Cosa ti ha dato?”.
L'uomo rispose: “Bene, vi racconto quello che essa mi ha dato: quando mangio, mangio; quando guardo, guardo; quando ascolto, ascolto. Questo essa mi ha dato!”.
I suoi discepoli obiettarono: “Ma tutti fanno così!”.
E il maestro rispose ridendo: “Tutti fanno così? Allora tutti devono essere illuminati!”.
Anthony De Mello, Istruzioni di volo per aquile e polli, Piemme, Milano 1996, p. 40.


martedì 20 settembre 2016

SIATE CONSAPEVOLE DEL FATTO CHE STATE INSPIRANDO - Anthony De Mello (1931-1987)


Una leggenda narra che Buddha attraversò tutto il paese in cerca dell'illuminazione; visitò i principali maestri della sua epoca, praticò tutte le discipline e le spiritualità esistenti, ma non raggiunse l'illuminazione. Alla fine desistette. Disperato, si sedette sotto un fico e venne illuminato.
Anni dopo, i suoi discepoli gli chiesero: “Maestro, raccontaci il segreto dell'illuminazione. Come l'hai ottenuta?”.
Non esistono segreti o tecniche. E il maestro tentava di spiegarlo loro. I discepoli però volevano conoscere la tecnica. Allora Buddha - me lo immagino mentre strizza l'occhio - disse: “Va bene, vi rivelo la tecnica. Quando state inspirando, siate consapevoli del fatto che state inspirando. E quando state espirando, siate consapevoli del fatto che state espirando”.
Non è straordinario? Non sembra particolarmente spirituale. Sapete qual era la sua intenzione? Voleva che i discepoli entrassero nel presente! Egli sapeva, da illuminato qual era, che Dio non è domani, Dio è ora. La vita non è domani, è ora. L'amore non è domani, è ora. L'illuminazione è ora. Se viveste per il presente, verreste illuminati. Sì. Davvero.
Anthony De Mello, Istruzioni di volo per aquile e polli, Piemme, Milano 1996, p. 37-38.


lunedì 19 settembre 2016

IL VECCHIO BARCAIOLO - Anthony De Mello (1931-1987)


Un vecchio e saggio barcaiolo trasportava i pellegrini in un santuario. Un giorno qualcuno gli chiese: “Sei già andato al santuario?”.
Il barcaiolo rispose: “No, non ancora, perché non ho ancora scoperto tutto ciò che il fiume ha da offrirmi. In questo fiume trovo la saggezza, trovo la pace, trovo Dio”.
I pellegrini al contrario neppure notavano il fiume, le loro menti erano concentrate sul santuario, non potevano vedere il fiume. Potrebbe essere questa la storia della nostra vita? È come prendere in mano la tazzina del caffè per berlo, senza alzarla realmente, perché non si è lì, e non bere mai il caffè, perché non si è lì, e così via. È una tragedia. Perdiamo la nostra vita!
Anthony De Mello, Istruzioni di volo per aquile e polli, Piemme, Milano 1996, p. 37-38.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...